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''Il nostro sindaco è stato debole''

''Il nostro sindaco è stato debole''

TIRRENICA. Il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia plaude all’iniziativa della Toscana. «Noi abbiamo vinto una sola battaglia, quella del ponte sul fiume Mignone»

TARQUINIA – Il Comitato per il diritto alla Mobilità di Tarquinia ha portato domenica la propria testimonianza di solidarietà all’incontro organizzato da Capalbio e da Grosseto con una carovana che da sud e da nord ha raggiunto Orbetello.

«L’incontro – spiegano dal Comitato per il diritto alla mobilità – ha visto manifestare uniti i sindaci dei comuni attraversati dal progetto, le principali associazioni ambientaliste nazionali ed i numerosi comitati che si sono battuti e si stanno battendo per opporsi a questo progetto contro la volontà di Sat di proseguire lo scempio che punta a sostituire l’attuale viabilità dell’Aurelia con una autostrada a pedaggio. L’obiettivo è sempre quello: dire no al progetto di Sat, che sempre più viene riconosciuto approssimativo, privo di vere e proprie complanari per la viabilità alternativa al pedaggio, e che, se realizzato, genererebbe danni incalcolabili all’ambiente, al paesaggio all’economia, all’agricoltura ed al turismo della Maremma». «Unitamente al no all’autostrada – riferisce il comitato tarquiniese – si sono levate unanimi le voci che chiedono l’adeguamento e la messa in sicurezza dell’attuale Aurelia che potrebbe, in questo caso, continuare, in modo più che adeguato a svolgere la sua funzione di asse viario tirrenico con costi di costruzione e manutenzione assolutamente inferiori per la comunità». I rappresentanti del Comitato di Tarquinia sono intervenuti al dibattito «come memoria storica – dicono – del tentativo di Sat di espropriare il diritto al godimento ed alla fruizione di un’arteria stradale da millenni pubblica e pagata con il lavoro ed i soldi degli italiani»; nel loro intervento hanno ricordato la resistenza dei cittadini tarquiniesi «che si è protratta in un affollato presidio permanente di 60 giorni ed in numerose e partecipate manifestazioni sulla ex Aurelia nel comune di Tarquinia, per chiedere rispetto al territorio, per una viabilità locale, sottratta dalla Sat». «A Tarquinia si è vinta una sola battaglia, quella che ha ottenuto la realizzazione del ponte sul fiume Mignone – dice il Comitato – ottenuta grazie ai cittadini e all’azione del Ministero delle Infrastrutture, che seppur tardivamente, dovrebbe essere avviato a giorni. Purtroppo, però, si è perduta la guerra contro l’autostrada che invece è stata realizzata, grazie al silenzio assenso delle istituzioni locali». I tarquiniesi hanno inoltre sottolineato a tutti i presenti come «l’amministrazione, il Sindaco in primis, siano stati deboli, assenti, in quei giorni decisivi, capaci di far finta di non vedere e di non sapere ciò che ora è davanti agli occhi di tutti: un paese, che prima era organicamente collegato e servito da una viabilità principale e di prossimità, è ora isolato e difficile da raggiungere per la sfortunatissima disposizione dell’unico svincolo previsto dalla Sat (la precedente e preziosa uscita sulla carreggiata nord della Aurelia non è mai stata difesa dall’amministrazione ed è andata perduta). La incompleta ed inadeguata viabilità complanare costringe i cittadini, ed ancor più i numerosi agricoltori di Tarquinia, a lunghi e tortuosi percorsi per percorrere distanze che prima venivano compiute in tempi molto più brevi e con minor dispendio di carburante ed emissioni; strutture recettive che prima erano facilmente raggiungibili dai turisti ora subiscono un isolamento dovuto alla estrema complicatezza degli svincoli e dei nuovi raccordi; le fasce di rispetto laterali alle carreggiate e le rotatorie degli svincoli che dovevano essere arricchite dalla piantumazione di alberi che nelle foto simulazioni e nei plastici apparivano sane e verdeggianti sono ora strisce brulle in cui campeggiano piante già prossime al loro ciclo di fine vita; il profilo del paesaggio che prima offriva alla vista del viaggiatore un habitat caratteristico dell’ecosistema maremmano ora è attraversato da un invasivo fronte di asfalto e terrapieni che priva lo sguardo di ogni piacere. A differenza della ignavia e della indifferenza che le istituzioni comunali di Tarquinia hanno a suo tempo riservato ai propri cittadini che legittimamente difendevano il diritto di tutti alla mobilità, il dato positivo della giornata è stata la presenza dei sindaci dei comuni interessati che, se pur in ritardo, indossavano la fascia tricolore, e stavano vicini ai propri concittadini. Oggi la viabilità locale di Tarquinia è il risultato aberrante delle scelte sbagliate di Sat, che per risparmiare risorse nelle infrastrutture a servizio della viabilità locale, rende la circolazione, insicura, pericolosa, dispendiosa e complicata».

«Ancora una volta – concludono dal comitato per il diritto alla Mobilità – si è evidenziata l’inadeguatezza di una classe dirigente locale che ha mostrato disprezzo ed incapacità di ascolto del territorio e che ha preferito non essere mai presente a difendere le legittime istanze dei propri amministrati, ben preferendo le posizioni dogmatiche dei rispettivi partiti che avevano già dato il loro si incondizionato a Sat, decidendo così le sorti del nostro territorio. Oggi quei sì politici alla Tirrenica li stiamo pagando interamente solo noi cittadini, ben peggio del pedaggio».

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