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Ladispoli: ordinanza di demolizione per una società di riparazioni meccaniche

Ladispoli: ordinanza di demolizione per una società di riparazioni meccaniche

LADISPOLI – Sulla base di un verbale della Guardia di Finanza di Ladispoli, inerente casi di violazione urbanistico-edilizia e pervenuto al comune in data 17 gennaio 2017, il responsabile del settore urbanistica ha emesso un’ordinanza di demolizione nei confronti della Effedì Diesel S.r.L., società che si occupa di riparazioni meccaniche di autoveicoli, sita in via Aurelia Km. 40,400,  nell’area adiacente alla caserma della Guardia di Finanza.
La società sarebbe riconducibile a Mauro Valentini, arrestato e ai domiciliari da metà gennaio nell’ambito dell’indagine su quello che il gip Massimo Battistini ha ribattezzato il “Sistema Cotral”. Al centro dello scandalo, ampliamente ripreso dalla stampa locale e nazionale, irregolarità, omissioni e false attestazioni relative alle manutenzioni dei mezzi Cotral. 
La società cui è ora indirizzata l’ordinanza di demolizione è la Effedì Diesel e tra i destinatari del provvedimento figura anche il nome di Mauro Valentini. Diversi fabbricati sarebbero stati realizzati senza il permesso di costruire.
Inoltre viene ordinata la demolizione di una struttura in ferro delle dimensioni di m. 7,00×15,10 aggiunta senza permesso di costruire e adibita a spazio destinato al lavaggio di mezzi, motori e componentistica varia. 
La costruzione violerebbe il distacco previsto dalla legge dal confine, ossia dall’area della stessa caserma della guardia di finanza. 
Inoltre sull’area insistono i seguenti vincoli: Area di interesse archeologico (art.13 co.3 lett. a) L.R. 24/98) e vincolo Paesaggistico. 
Con il suddetto provvedimento viene ordinata la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi entro e non oltre novanta giorni, salvo eventuale permesso in sanatoria. Decorso inutilmente il termine senza che sia stata eseguita la demolizione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive, saranno acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune.  Contro il provvedimento è ammesso ricorso, entro 60 giorni al Tar.

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