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Pesca in crisi: manifestazione a Roma

Pesca in crisi: manifestazione a Roma

Sotto Montecitorio anche una delegazione civitavecchiese. Il vicepresidente nazionale di Agci Agrital Roberto Arciprete: "Norme sempre più stringenti e scarsa attenzione per la categoria"

CIVITAVECCHIA – Un comparto in crisi, quello della pesca. Un settore che solo nel porto di Civitavecchia conta un centinaio di operatori, che quasi raddoppiano se si considera l’intero compartimento e le sue circa 80 imbarcazioni. E che sviluppa un fatturato non trascurabile, “nonostante sia un settore abbandonato da anni – ha tuonato il vicepresidente nazionale di Agci Agrital, che associa tutte le cooperative di pesca di Civitavecchia, Roberto Arciprete – i regolamenti comuniari sono sempre più stringenti e non tengono conto delle differenze tra i diversi mari. Le sanzioni applicate sono assurde e la politica della pesca va sempre peggio. Dopo il fermo obbligatorio i nostri pescatori vengono pagati aspettando un anno e mezzo, anche due. Il settore è in crisi. E la burocrazie lo sta uccidendo- Anche la politica dei prezzi è bloccata da dieci anni”. 

Tutti motivi per i quali è stato dichiarato uno stato di agitazione. La prima manifestazione è quella di oggi a Roma, a Montecitorio, alla quale parteciperà anche una nutrita delegazione cittadina. “Non è escluso – ha aggiunto Arciprete – che nelle prossime settimane seguiranno altre iniziative, anche a carattere locale”. 

“Esprimo tutta la mia vicinanza alla categoria dei pescatori, realtà importante per la nostra città e per il nostro paese, in merito alla manifestazione odierna – ha commentato l’assessore alle Attività Produttive Enzo D’Antò – il mondo della pesca, che già sta subendo in maniera oltre modo severa gli effetti della crisi economica, si trova a pagare ingiustamente il prezzo di politiche comunitarie inadeguate, come altrettanto inadeguate si sono rivelate le normative nazionali. L’inasprimento delle sanzioni economiche è soltanto l’ultimo di una serie di provvedimenti sproporzionati e vessatori a danno di un mestiere che, continuando di questo passo, rischia di scomparire del tutto dalle tradizioni lavorative nazionali arrecando un ulteriore danno alla nostra economia in favore di paesi limitrofi che non sono obbligati a rispettare le stesse inadeguate regole. Invito pertanto il Ministro Martina – ha concluso l’assessore – ad ascoltare con la massima attenzione le istanze che saranno oggi rappresentate al fine di tutelare un pezzo fondamentale della nostra storia e dell’economia di molte città”.

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