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Ladispoli: al via lo sgombero dei locali sotto al cavalcavia

Ladispoli: al via lo sgombero dei locali sotto al cavalcavia

LADISPOLI – Una decisione arrivata come un fulmine a ciel sereno. Questa mattina il sindaco Crescenzo Paliotta ha emesso un’ordinanza con cui viene deciso lo sgombero dei locali sottostanti al ponte 9 novembre 1989, cavalcaferrovia che collega via M.Sironi e la biblioteca comunale con viale Europa.  Lì sotto vivono da tempo molte persone – una ventina secondo l’ordinanza – in condizioni igienico-sanitarie precarie. Queste usufruiscono da anni del riparo offerto dal ponte per vivere in una struttura provvisoria e carente sotto molti punti di vista, ma che è pur sempre meglio della vita in strada. 
«La struttura cosi come si presenta – si legge nell’ordinanza –  non può assolutamente essere utilizzata a ricovero dei senza fissa dimora  stante anche la mancanza di idonea pavimentazione e dei servizi minimi […] Il comando della Polizia Locale ha provveduto ad effettuare un sopralluogo (il 28 febbraio 2017 n.d.r.) dal quale è emerso uno stato di degrado dei locali, ove risultano accantonati vari materiali quali mobilio, materassi e coperte […] L’ulteriore stoccaggio dei predetti materiali oltre che a ledere l’igiene pubblica potrebbe creare anche problemi vista la natura infiammabile dei materiali».

Nell’ordinanza si prende atto che, «stante l’elevato numero di presenze e l’utilizzo incontrollato di presenze umane dei luoghi, si sono già verificati problemi relativi alla sicurezza e all’igiene pubblica» e che «il perdurare di tale situazione comporta gravi problemi sotto il profilo igienico sanitario del luogo, nonché minaccia all’incolumità pubblica ed alla sicurezza urbana».
Per queste motivazioni il sindaco ordina che i locali vengano lasciati liberi da persone e cose entro il 15 marzo e dispone che il provvedimento venga trasmesso, prima della sua esecuzione, al prefetto di Roma. 

Alla Polizia Locale è stato assegnato «il compito di coordinarsi con le altre forze di Polizia presenti sul territorio per porre in essere l’allontanamento delle persone e delle cose ivi presenti e la chiusura dei locali”. Mentre il settore manutenzioni dell’ufficio tecnico dovrà occuparsi di far eseguire una disinfestazione ed igienizzazione dei locali da una ditta specializzata, l’ufficio igiene integrata dovrà occuparsi della raccolta e smaltimento dei rifiuti presenti dentro e fuori i locali oggetto dello sgombero.

Ma si tratta di un problema che, malgrado l’efficienza che un atto simile pretende di voler esprimere, non potrà essere risolto con un’ordinanza. 
La gestione di questa difficile situazione ha una storia che viene da lontano e l’amministrazione, pur essendo al corrente delle condizioni di vita degli uomini e delle donne lì presenti, finora aveva rimandato decisioni definitive. Un approccio frettoloso, per quanto fondato sui poteri assegnati al sindaco dal testo unico enti locali, avrebbe rischiato di sbattere in mezzo alla strada persone che versavano in una condizione di fragilità socio-economica.  Si è parlato per molto tempo di un progetto per adeguare la struttura alla funzione di dormitorio per senza tetto, ma non si sono mai trovati i fondi. Forse è mancata la volontà politica.
Ora, però, la decisione è presa. I locali sotto il cavalcaferrovia vanno sgomberati. A far maturare la decisione potrebbero essere stati alcuni eventi recenti che avrebbero aggravato, sotto il profilo igienico-sanitario e sotto quello dell’ordine pubblico, una situazione già precaria. Bene, ma ci si augura che per queste persone, che tra due settimane si ritroveranno di colpo senza un rifugio dove stare, sia stata preparata, in anticipo e coinvolgendo tutti gli enti preposti e i soggetti competenti, una soluzione. 
Senza lasciare indietro nessuno. (F.P.)

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