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Amministrative Ladispoli: intervista ad Antonio Pizzuti Piccoli

LADISPOLI – Inizia il percorso verso le amministrative che vedrà da qui ai prossimi mesi delle intrviste e degli approfondimenti con i candidati sindaci. Oggi le domande sono state rivolte al candidato del M5S Antonio Pizzuti Piccoli.
Partiamo dalla pianificazione del territorio. I vostri principi di fondo sono chiari. Ma il governo delle cose e i principi spesso non vanno esattamente di pari passo. Ad esempio a Roma pur tagliando le cubature previste inizialmente si va avanti su un progetto che comunque consuma suolo. Come si può escludere che anche voi possiate essere costretti a dei compromessi sull’urbanistica?
«Ci siamo sempre dichiarati contro il consumo di suolo. Cercheremo di rispettare i nostri principi. Nell’eventualità in cui entreremo noi come forza amministratrice dovremo vedere bene cosa c’è in corso perché troveremo alcuni progetti già in fase di attuazione e quindi lì non so quanto riusciremo a tornare indietro. Infatti noi stiamo dicendo a tutti che questo è il nostro programma, ma si concretizzerà nel momento in cui entreremo in comune e vedremo lo stato di fatto».
Ad esempio su Osteria Nuova spetterà probabilmente al prossimo consiglio comunale esprimersi».
«Osteria Nuova è uno di quei piani da bloccare. Se la palla passa al consiglio comunale e noi saremo la maggioranza si bloccherà questo progetto. Osteria Nuova creerà dei danni non solo a chi già vive a Ladispoli, perché quando si aumentano di tanto le unità abitative e i servizi non sono adeguati si amplificano le problematiche, ma anche all’ambiente. Osteria Nuova sta qua (punta il dito oltre il Bosco di Palo)…spalmare cemento su questi territori significa impedire il normale deflusso delle acque e quindi andare a toccare le dinamiche della falda idrica. La falda idrica sotterranea è quella da cui prendiamo acqua, è quella che, se messa in crisi, può diventare salina per l’ingresso del cuneo salino da mare. Ora siamo ancora nella fase in cui la falda che sta sotto Ladispoli è d’acqua dolce, abbiamo fatto dei carotaggi recentemente. Però se queste dinamiche vengono interrotte per attività antropica si avrebbe l’acqua di mare che entra, perché non c’è più la competizione della grande massa d’acqua dolce. Questo comporta la salinizzazione della falda, danni ambientali all’ecosistema del bosco di Palo che potrebbe così cambiare completamente fisionomia facendoci perdere un patrimonio spendibile anche in termini turistici. Dunque quello per noi è un progetto da bloccare. Se avremo voce in capitolo lo bloccheremo».
E per quanto riguarda gli altri piani integrati? Piazza Grande ad esempio….
«Piazza Grande per noi non è finita. Adesso abbiamo presentato il terzo ricorso al Tar sempre perché mancano, secondo noi, dei passaggi importanti tra cui la Valutazione Ambientale Strategica. Si è deciso di bypassarla nonostante alcuni pareri importanti dicessero che va verificato ulteriormente il danno per il territorio».
A proposito di tavolo urbanistica. Ci risulta che fra i vostri consulenti ci siano ex funzionari del comune di Ladispoli e di altri comuni. Già si rumoreggia di una figura abbastanza controversa come nuovo assessore all’urbanistica. I vostri detrattori già sono pronti a rinfacciarvi di voler fare “il nuovo” affidando un settore come l’urbanistica a chi già ha amministrato, da tecnico, in passato.  
«Infatti faremo il nuovo con persone che non hanno mai amministrato a Ladispoli. I nomi ci riserviamo di rivelarli nel rush finale della campagna elettorale. Ma gli assessori del Movimento 5 Stelle saranno persone esperte, competenti, che non hanno fatto il funzionario al comune di Ladispoli».
Quindi non sarà Gangitano.
«Assolutamente no».
Alla luce degli ultimi input dati dal prefetto di Roma e dell’Anci ai sindaci, se dovessi essere il sindaco di Ladispoli con il M5S che strategia adotteresti sull’accoglienza migranti. Lasceresti ai privati la libera iniziativa o pensi sia giusto per il comune fare domanda per lo SPRAR?
«Intanto sarà da vedere cos’ha fatto l’amministrazione precedente, che già oggi potrebbe aderire al sistema SPRAR. Quello che rimprovero ai politici è la paura di prendere posizioni nette. Io se devo scegliere se farmi piovere dall’alto un CAS (centri di accoglienza straordinaria n.d.r) e non avere più voce in capitolo o poter ragionare con tutte le realtà per definire i termini per l’arrivo dei migranti, preferisco sedermi al tavolino ed avere voce in capitolo. Fermo restando che siamo in un momento storico di emergenza. Logicamente è a livello nazionale che si deve far valere la voce dell’Italia a livello comunitario, visto che siamo il ponte ideale dall’Africa per arrivare in Europa e ci stiamo sobbarcando un compito importante. Detto questo se vengono rispettati i numeri di cui si parla noi avremo, eventualmente, pochissime unità, tra le 100 e le 150 massimo. A livello nazionale il M5S sta prendendo una posizione a favore dell’accoglienza diffusa. Cioè evitiamo i ghetti. I problemi si creano quando si prende un palazzo e ci si mettono trecento persone spesso di cultura o religioni diverse. Quindi va gestito bene, magari distribuendo i migranti da accogliere ed aiutare in varie realtà. 
Ritorniamo un momento su turismo e sviluppo. Sul tema del porto non avete ancora preso posizione, come mai?
«Sul porto ancora oggi stiamo aspettando dal comune di vedere la documentazione che dice che il porto si può fare. Alla Regione nel piano dei porti di Ladispoli non si parla. Quindi notiamo una discrasia fra ciò che afferma l’Amministrazione e la realtà dei fatti. Dopodiché il porto così come prospettato risolverebbe il problema che oggi abbiamo? Il porto viene fatto per chi ha la barca nei rimessaggi, per salvare i pescatori eccetera. Stiamo studiando con i nostri urbanisti la possibilità di riorganizzare i rimessaggi e renderli efficienti. Tra l’altro anche se fossero risolti tutti i problemi legati ai vincoli idrogeologici e iniziassero a costruire il porto, immaginiamo un cantiere del genere al centro di Ladispoli? Significa la morte turistica della città. Penso a tutti quelli che oggi vivono di mare, i balneari, i ristoratori…significherebbe uccidere l’economia per rilanciare un’economia di là da venire che forse non ci sarà mai. Anche perché oggi so che quasi tutti i porti turistici del territorio, da Fiumicino ad Orbetello, hanno difficoltà».
Per sfuggire alla morsa dello Stato ci sono poche soluzione da adottare. 
Una è quella, di cui abbiamo già parlato, dell’edilizia contrattata. Un’altra consiste nel mettere in comune i servizi, come ha fatto Ladispoli con Cerveteri per il trasporto pubblico locale. E’ stato quello un esempio di buon governo?
«Sì, quello è un esempio di buon governo e va riconosciuto». 
Qual è la vostra posizione sulla fusione dei comuni e quella dei servizi, uno fra tutti quello dell’igiene integrata, fra Ladispoli e Cerveteri?
«Noi ci siamo dichiarati contro l’unificazione dei due comuni. Sicuramente ci sono dei vantaggi nell’unire i servizi. Tra l’altro per quanto riguarda i rifiuti addirittura si dovrebbe arrivare ad un ambito territoriale. Più comuni del territorio si mettono insieme e magari creano anche delle imprese a supporto della raccolta differenziata: realtà di stoccaggio, vendita, ecc. Quindi quello potrebbe essere un vantaggio. Noi già abbiamo i servizi sociali che sono uniti a livello distrettuale fra Ladispoli e Cerveteri. Ci sono tutta una serie di facilitazioni nell’avere un comune unico. Noi ci dichiarammo contrari all’unificazione quando vedemmo che questa idea veniva fuori da politici che hanno sempre favorito le speculazioni edilizie. Allora con questa classe politica non si possono unire i due comuni e dare altro terreno in pasto ai palazzinari. Con due amministrazioni a 5 stelle saremmo i primi a lavorare per un’unificazione dei due comuni».
Ma anche con due governi dei 5 stelle non è detto che alle elezioni successive la situazione resti la stessa…
«Però puoi mettere dei vincoli importanti e creare un’azione organizzativa». (F.P.)

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