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Al Traiano arrivano i "Suoceri albanesi"

Al Traiano arrivano i "Suoceri albanesi"

CIVITAVECCHIA – Gioie e dolori di una normale famiglia dei nostri tempi, tra genitori alle prese con una figlia adolescente che oscilla tra il depresso e l’aggressivo, litigi quotidiani, ordinarie paranoie della vita in comune.

‘‘I suoceri albanesi’’, in scena domani e domenica al teatro Traiano, racconta la vita quotidiana una famiglia borghese: un padre, una madre e una figlia. Lui, Lucio, 55enne, consigliere comunale progressista, lei, Ginevra, 50enne, Chef in carriera, con un passato fatto di lotte politiche e rivolte generazionali. Conducono un’esistenza improntata al politically correct, cercando quotidianamente di trasmettere alla figlia Camilla, 16enne, questo loro stile di vita, pregno di valori importanti, di parole mai banali: l’importanza della politica, della solidarietà, della fratellanza. Ogni occasione è buona per ribadire simili concetti: a tavola, ascoltando un telegiornale, commentando episodi di vita. In questo tranquillo quadretto familiare, a portare un po’ di baraonda in più, arrivano i due albanesi Igli e Lushan, che dopo varie traversie di quotidiana vita da immigrati sono riusciti a realizzare una apprezzata piccola impresa: a casa di Lucio e Ginevra arrivano per sistemare una perdita in bagno che rischia di allagare l’appartamento sottostante, dove vive un tenente colonnello evidentemente ‘‘diverso’’. E come d’incanto trasformano la vita della famiglia.

In una divertente vicenda in cui si scontrano valori di oggi e di ieri, confronti generazionali e “politically correct”, Pannofino e Rossi si prendono gioco con ironia e simpatia di una società che vuole sempre essere moderna, tollerante, avanzata. E che si confronta con il diverso, che sia l’immigrato o l’omosessuale, spesso con un’ingenuità che ha del commovente. E che fa morire dalle risate. E questo grazie soprattutto alla presenza di Francesco Pannofino nei panni di Lucio, Emanuela Rossi e Filippo Laganà.

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