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"Bad doctor": seconda tranche di interrogatori

"Bad doctor": seconda tranche di interrogatori

Gli ultimi sei indagati davanti al gip Bartolozzi e al pm Zavatto. Gaglione si è avvalso della facoltà di non rispondere. Moretti e Fati hanno chiarito la propria posizione. Si attende la decisione del giudice sulla revoca delle misure VIDEO  

CIVITAVECCHIA – Seconda tranche di interrogatori, nella giornata di oggi, al Palazzo di Giustizia. Di fronte al giudice Giusi Bartolozzi e al pubblico ministero Valentina Zavatto si sono presentati gli ultimi sei indagati raggiunti da misura cautelare venerdì scorso, nell’ambito dell’inchiesta ‘‘Bad doctor’’ condotta dai carabinieri e che ha permesso, secondo gli inquirenti, di portare alla luce un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, a reati di falso di vario genere commessi da privati e pubblici ufficiali e di sostituzione di persona.

Dopo Gino Saladini e Giuseppe Di Iorio, attualmente in carcere, gli avvocati Roberto Abbruzzese e Massimiliano Monti, ai domiciliari e Francesco Meloni, con l’obbligo di firma, ieri si sono sottoposti ad interrogatorio gli altri sei indagati: i medici Paolo Moretti, Maurizio Gaglione, Fabrizio Fati e Massimo Lucidi, tutti e tre ai domiciliari, ed i colleghi Federico Arduini e Cristiano Turchetti, per i quali è stato disposto l’obbligo di firma.

Il radiologo Maurizio Gaglione, assistito dai legali Laura Russino ed Enrico Maria Gallinaro, si è avvalso della facoltà di non rispondere, «perché – hanno spiegato i legali – il materiale attualmente a disposizione dell’indagato non consente al momento un’adeguata difesa. Abbiamo già presentato istanza al Tribunale del Riesame; in quella sede la questione verrà affrontata anche nel merito».

Non si sono invece sottratti alle domande del giudice e del pm i medici Paolo Moretti e Fabrizio Fati. Il primo, assistito dagli avvocati Roberto Immediata e Floriana Gigli, ha ribadito più volte la propria estraneità ai fatti contestati, soffermandosi sui singoli episodi sui quali è chiamato a rispondere. «Siamo ragionevolmente fiduciosi – hanno spiegato gli avvocati – che siano stati chiariti tutti i dubbi e fatta luce su diverse questioni. Siamo convinti che ad oggi non vi siano i presupposti per una misura cautelare come quella dei domiciliari, applicata in maniera illegittima. Contatti, tra l’altro con uno solo dei soggetti indagati, sono stati tradotti in un’associazione a deliquere. Abbiamo chiesto chiaramente la revoca della misura, pronti comunque a ricorrere al Riesame».

Così come è probabile che faranno anche gli avvocati Ernesto Tedesco e Stefania Meoli, difensori di Fati, nonostante i tempi stretti: la scadenza per tutti è per lunedì. «Il medico – hanno spiegato – ha fornito la propria versione dei fatti, chiarendo la sua posizione e rispondendo a tutte le domande poste. Noi abbiamo depositato una memoria chiedendo la revoca della misura cautelare». Anche per gli altri tre medici è stata presentata la stessa richiesta, con il giudice che si è riservato sulla decisione. Possibile che nella giornata di domani si possano avere delle novità.

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Maurizio Marrale

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