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L'associazione: "Comprendiamo la scelta di non interrompere il rapporto, ma siamo preoccupati"

L'associazione: "Comprendiamo la scelta di non interrompere il rapporto, ma siamo preoccupati"

La ‘‘Antonino Caponnetto’’ interviene sull’interdittiva antimafia e commissariamento della Camassambiente. Il sindaco Pascucci: «L’operato della mia amministrazione è in linea con quanto disposto dalle autorità» 

di TONI MORETTI

CERVETERI – Alla nota diffusa dall’associazione antimafia ‘‘Antonino Caponnetto’’ che interviene sulla questione Camassambiente ed  interdittiva  antimafia a suo carico, con conseguente commissariamento, non si astiene dall’intervenire anche il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci cogliendo l’occasione per fare alcune precisazioni. L’associazione nella sua nota stigmatizza la decisione di far procedere il servizio regolarmente e specifica: «Nonostante le nostre perplessità e le diverse scelte fatte da altri Enti, comprendiamo che tale scelta sia dovuta, nel contempo, alle raccomandazioni della Prefettura di Bari dirette “a non assumere iniziative dirette all’interruzione del rapporto con l’impresa Contraente” e alla difficoltà di affidare in tempi brevi il servizio ad altra azienda visto, peraltro, il delicato momento politico elettorale attraversato dal paese. Riteniamo però doveroso, vista la delicatezza del servizio affidato, esprimere le più vive preoccupazioni in ordine al sempre più diffuso interesse delle mafie per gli affari inerenti i rifiuti e le indiscrezioni di stampa circa la presenza negli organici della Camassa di dipendenti e collaboratori quantomeno equivoci, e, pertanto, chiediamo che si vada ad un rigorosissimo monitoraggio di coloro che operano sul territorio e della rispondenza dell’operato dell’azienda a quanto richiesto con il capitolato d’appalto, con particolare riferimento alle filiere di smaltimento e riciclaggio. E altrettanto importante riteniamo che l’opinione pubblica venga messa al corrente circa l’esito di tali verifiche». Il sindaco Pascucci interviene e approfitta per precisare, affermando:  «La mia amministrazione, al momento che il Prefetto di Bari ha comunicato la procedura di interdittiva a carico della Camassa non è stata messa di fronte ad una alternativa o a una scelta, scegliere cioè se interrompere  il rapporto o meno ma ha avuto anzi la raccomandazione di non interrompere nessun rapporto esistente, e c’era un contratto in essere. La situazione poi, si complicava ulteriormente in quanto legata a quel contratto vi era anche un’altra società, la A.S.V. completamente estranea alle vicende della Camassa. Né tantomeno è stato suggerito di procedere secondo quanto dispone il collegato ambientale in questi casi, e cioè che l’azienda socia in ATI, in questo caso la A.S.V. potesse far valere il suo diritto continuando il suo lavoro scegliendosi un partner alternativo alla Camassa.  Chiarito questo c’è da dire anche che nessun avvenimento o fatto che riguarda il cantiere di Cerveteri è stata causa dell’interdittiva a carico della Camassa, ma sono stati fatti che riguardano altri cantieri in altre zone d’Italia dove l’azienda opera. Ringrazio l’associazione Caponnetto e la invito ad una stretta collaborazione facendo tesoro della loro straordinaria esperienza per seguire insieme lo sviluppo della vicenda».

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