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Emodialisi: 72 pazienti trattati

Il centro di Civitavecchia è fornito di 14 posti letto per utenti cronici, 2 per gli infettivi e 1 per gli acuti, tra i vari servizi è attivo quello della dialisi peritoneale, domiciliare, con cartelle cliniche informatizzate. Malaguti: "Sono in corso lavori di ristrutturazione, già aumentati confort e sicurezza"

Il centro di Civitavecchia è fornito di 14 posti letto per utenti cronici, 2 per gli infettivi e 1 per gli acuti, tra i vari servizi è attivo quello della dialisi peritoneale, domiciliare, con cartelle cliniche informatizzate. Malaguti: "Sono in corso lavori di ristrutturazione, già aumentati confort e sicurezza"

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Il centro emodialisi di Civitavecchia è fornito di 14 posti letto per pazienti cronici, 2 per infettivi e 1 per gli acuti. Sono 72 in totale gli utenti trattati nei tre turni giornalieri di dialisi. È attiva anche una sezione per la dialisi peritoneale (servizio domiciliare) con 9 pazienti in carico. Inoltre ci sono gli ambulatori di nefrologia (specialistico, insufficienza renale, cronica e avanzata ed ecocolordoppler internistico). Per quanto riguarda il territorio, invece, gli ambulatori periferici si trovano a Ladispoli, Capena mentre al Padre Pio di Bracciano è presente anche un centro dialisi con 8 posti letto, con 32 pazienti trattati su due turni giornalieri. 

Il centro di Civitavecchia è anche centro di riferimento regionale e  si occupa dell’attività chirurgica per il posizionamento accesso per dialisi e delle biopsie  renali. “Sono in corso lavori – ha spiegato il responsabile Moreno Malaguti – di ristrutturazione. La prima trance c’è stata tra novembre e dicembre. La seconda è ancora in corso e dovrebbe finire entro marzo. Con la terza, che ci sarà tra maggio e giugno, avremo il completamento dei lavori. La ristrutturazione – ha aggiunto – prevede la sanificazione dell’ambiente, maggior agio per i pazienti, prese per le antenne televisive e siamo d’accordo con l’Avo per mettere una piccola biblioteca a disposizione. Sono già aumentati il confort e la sicurezza dei pazienti”.

Per la nuova piastra nefrologica bisognerà attendere i finanziamenti appositi che permetteranno di unificare tutti i servizi in una sola ala dell’ospedale. Grazie al servizio peritoneale, di cui si occupa un’equipe formata da un medico e da alcuni infermieri, si è riusciti a tamponare l’emergenza e sono soltanto sei i pazienti che sono stati mandati a Ladispoli per mancanza di posti. Gli utenti del servizio peritoneale vengono controllati giornalmente tramite un sistema informatizzato per le cartelle, unico nel Lazio.

 “La nostra Asl – ha proseguito Malaguti – partecipa ad un progetto pilota per integrare la cartella clinica informatica con il sito di prescrizione Pos Lazio”. Recentemente sono stati assunti 4 medici e 4 infermieri.

“Un disagio – ha evidenziato – potrebbe essere il turno serale delle 18,30 per la dialisi, che sarà risolto con l’apertura del servizio alla Siligato che sarà sotto il nostro diretto contro e utilizzerà il sistema della cartella clinica informatica. Ci sono – ha concluso Malaguti – spazi per migliorare, se la Regione Lazio perderà il commissariamento si potrà passare ad una fase progettuale, come ad esempio il progetto in embrione con l’epatologo per l’iperbilirubinemia, per cui i pazienti attualmente sono costretti ad andare a Roma. La progettualità esiste ma abbiamo risorse limitate e certamente la costruzione della nuova piastra nefrologica sarà un grosso passo avanti”.

 

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