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Mattonara nel degrado

Mattonara nel degrado

Da volano economico a ricettacolo di immondizia: la triste storia della ex fornace, monumento all’indifferenza collettiva. Dieci ettari abbandonati: il pericolo arriva prevalentemente dal tetto in amianto 

CIVITAVECCHIA – Prosegue il viaggio nel degrado civitavecchiese. Questa volta i riflettori si sono accesi sulla ex fornace, un complesso immobiliare di dieci ettari risalente al 1910 che oggi potrebbe rappresentare a tutti gli effetti un esempio invidiabile di archeologia industriale.

Forni sotterranei tunnel ai cui lati fuoriusciva il calore determinato dalla cottura dei mattoni e aree che se riqualificate potrebbero costituire a tutti gli effetti una interessante attrattiva. E non soltanto per la zona di Borgata Aurelia, ma per l’intero territorio, dal momento che in passato la ex fornace ha rappresentato un punto di riferimento importante per l’economia civitavecchiese.

Ora la struttura è prigioniera dell’amianto, immersa nel degrado, un ricettacolo di immondizia. L’eternit posizionato ormai alcuni decenni fa sul tetto la fa da padrone, facendo passare in secondo piano anche le caratteristiche pareti portanti realizzate proprio con i mattoni prodotti dall’impianto.

La Mattonara, dopo la battuta d’arresto del 1970 portò avanti la sua attività per qualche altro anno, prima di trasformare lo storico complesso in uno stabilimento per le botti in cemento del marchio Nenna, la cui attività è stata spazzata via dall’avvento dei materiali in vetroresina. L’area è ormai abbandonata da quasi vent’anni, nessuno controlla e le situazioni di pericolo per l’ambiente ed eventualmente per le persone vengono ignorate. Eppure l’abbandono di un complesso così ampio, in tempi di crisi, appare come uno schiaffo al buonsenso.

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