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Hcs: via alla vendita del ramo d'azienda

Hcs: via alla vendita del ramo d'azienda

Il 19 aprile la procedura competitiva. Si parte da 1.120.427 euro con un rilancio minimo di 25mila euro. L’esponente dem Pietro Tidei: "Si va verso la privatizzazione". Il sindaco Cozzolino: "L’asta è un atto puramente formale. Il servizio passerà alla NewCo"

CIVITAVECCHIA – C’è una data per la vendita competitiva del ramo d’azienda di Hcs. Ed è quella del 19 aprile prossimo, come pubblicato ufficialmente in questi giorni dal Tribunale di Civitavecchia; prezzo base è 1.120.427,00 euro con un rilancio minimo di 25mila euro e con le offerte d’acquisto da depositarsi entro le 11.30 del giorno precedente la vendita. Nell’avviso di procedura si parla della ‘‘piena proprietà del Ramo d’azienda costituito dal complesso dei beni, organizzabili per l’esercizio di attività di holding, di gestione dei servizi amministrativi per l’esercizio delle attività di raccolta, spazzamento, gestione della discarica, servizio di raccolta differenziata e il ritiro dei materiali ingombranti, del servizio verde pubblico, del servizio canile, del servizio di gestione della rete idrica, dei servizi di trasporto pubblico locale, scuolabus, sosta a pagamento, aree di parcheggio e rimozione’’, entrando poi nel dettaglio di ogni singolo punto. 

Un’asta che si inserisce, di fatto, in una procedura di concordato ancora da definire e che ha generato un dibattito a distanza, sui social network, tra l’ex sindaco Pietro Tidei e l’attuale primo cittadino Antonio Cozzolino.    

«Come avevo previsto e preannunciato il Giudice delegato del Tribunale ha messo all’asta la società Hcs con i contratti di servizio, mezzi e personale – ha commentato l’esponente del Partito democratico – si va verso la privatizzazione della holding di fronte al fallimento della stessa. E se il 19 aprile si presenterà un acquirente che offrirà una cifra leggermente superiore al prezzo a base d’asta la holding andrà definitivamente in mano dei privati. Ma la cosa strana che né i sindacati né i lavoratori non dicano una parola. Aspettiamo il 19 aprile e poi succederà la rivoluzione grazie alla incompetenza di chi in questi tre anni l’ha mandata fallita». 

Accuse subito respinte al mittente da parte del sindaco Cozzolino, che ha invitato i lavoratori delle società partecipate a non ascoltare «più le parole di politici locali che continuano a mistificare la realtà, parlando di privatizzazione laddove non ve n’è traccia. L’asta pubblica – ha spiegato – è un atto puramente formale: qualora un privato partecipasse infatti acquisterebbe una scatola vuota, fatta di dipendenti, mezzi obsoleti e un gran debito. Nel caso in cui orbitasse attorno alla nostra città un simile imprenditore, questi dovrebbe versare una copiosa caparra e poi perfezionare l’acquisto di un ramo d’azienda che non avrà mai in concessione il servizio. Proprio la concessione del servizio, come già più volte pubblicamente affermato e come specificato nel Por, passerà a Civitavecchia Servizi Pubblici. Ai cittadini ricordo solamente che il Tribunale di Civitavecchia ha ritenuto ammissibile il nostro piano di concordato, redatto con circa un terzo delle spese del nostro predecessore, che invece se lo vide bocciare dallo stesso Tribunale. Ci lascino lavorare in pace senza mettere in giro queste squallide menzogne. Se qualcuno ha bisogno di farsi campagna elettorale, la faccia con le idee e non con le stupidaggini».

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