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Scoppia la ‘‘guerra delle mimose’’

Scoppia la ‘‘guerra delle mimose’’

Fiumicino. Nel mirino l’impunità per gli ambulanti stranieri e le ‘‘vessazioni’’ per i negozianti. Provocazione di alcuni commercianti di fiori contro l’abusivismo imperante. "Manderemo squadre di disoccupati italiani a vendere i mazzetti ai semafori"

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO – La questione è estremamente semplice quanto dannatamente complicata. Semplice perché si sta parlando di volere regole uguali per tutti, complicata perché in questa Italia sempre in affanno economico, diventa un’utopia pensare che scontroni, regole e contrastti di lavoro valgano per i negozianti e per gli abusivi, ancor più se stranieri.
E’ c’è un momento in cui questo corto circuito diventa visibile, almeno a Fiumicino: l’8 marzo. “Sto’ organizzando per l’8 Marzo una Squadra di ragazzi Italiani disoccupati per andare a vendere «abusivamente» mazzetti di mimosa ai semafori – ha scritto Fabrizio Pagliuca, titolare di un vivaio –  tanto i controlli non ci sono, che ci frega di chi paga le tasse regolarmente. Chi vuole venire con me?” E la provocazione, nata come tale, si sta trasformando in un’iniziativa concreta, una manifestazione di disobbedienza civile per dimostrare con i fatti quanto questo Stato sia debole con i forti e forte coni deboli. E il più delle volte i “deboli” sono le persone oneste, i commercianti che fanno salti mortali per portare avanti un’azienda, le famiglie. In un momento in cui il razzismo è strisciante, creare le condizioni per una guerra tra italiani e stranieri è assurdo. Ovviamente il fenomeno non riguarda nello specifico il territorio di Fiumicino, ma è evidente in tutta Italia, specialmente nelle grandi metropoli. A Fiumicino, però, è un fatto che ogni anno viene denunciato dai commercianti, ai quali viene impedito di posizionarsi ai semafori perché impossibilitati a rilasciare lo scontrino, posti però che vengono presi all’alba da stranieri con vasi di mimose pronti per la vendita. Un malcostume che finora non ha trovato un argine, e che ha penalizzato notevolmente attività commerciali che su quel giorno fondano aspettative di guadagno reali.
Cosa accadrà? Ancora qualche giorno e lo sapremo, ma certo il rischio di qualche scontro è alto. Speriamo solo che non si scelga la via della repressione  “anticipata” contro gli italiani per evitare guai, lasciando però campo libero agli abusivi, di qualunque nazionalità siano.
“La nostra – spiega Pagliuca – è una battaglia di giustizia. Per questo abbiamo pensato a squadre di disoccupati; se qualcuno deve beneficiare di un sistema anomalo, almeno che siano i nostri concittadini attualmente in difficoltà. Anzi meglio, disoccupati e disoccupate, perché festeggiare la donna senza darle la possibilità di realizzarsi nel lavoro è una presa in giro. Che siano anche loro dunque a vendere le mimose, e per una volta gli abusivi che infestano il nostro territorio restino a casa”.

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