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Helyos: lavoratrici senza stipendio

Helyos: lavoratrici senza stipendio

L’insolita celebrazione della festa della donna l’ennesima protesta a piazzale Guglielmotti. Il Comune scrive all’azienda che alla fine paga parlando di problemi tecnici. I SINDACATI SI PREPARANO ALLA BATTAGLIA VIDEO

CIVITAVECCHIA – Tornano a far sentire la loro voce i dipendenti dell’azienda Helyos Unilabor che questa mattina hanno fatto partire l’ennesima protesta davanti le porte del Comune. Pagamenti arretrati e  mancanza di comunicazione tra Comune e azienda i punti contestati durante la manifestazione: operai presenti a piazzale Guglielmotti in attesa di chiarimenti da parte dei rappresentanti sindacali, ricevuti negli uffici del Pincio dal delegato del sindaco Aldo Pucci.

Momenti concitati, soprattutto quando la Cgil ha chiarito gli aspetti legati all’ennesima circostanza che vede i lavoratori delle pulizie delle sede comunali e del servizio hostess protestare per un sacrosanto diritto allo stipendio. Ogni mese la stessa storia, ogni volta giustificazioni assurde e rimpalli tra ditta e amministrazione che non risolvono minimamente il disagio dei dipendenti e delle loro famiglie. Una vicenda che ha reso noti i problemi di un Comune che non ha saputo amministrare e tutelare dei lavoratori ma sopratutto dei cittadini. Solo un anticipo dello stipendio di gennaio in busta paga, mentre non si sa nulla delle spettanze di febbraio, figuriamoci dei mesi prossimi, quando sarà un’altra ditta a gestire l’appalto, tra l’altro con un quasi certo taglio di ore che risulterà dannoso per i lavoratori.

Dopo l’incontro di oggi il sindaco Cozzolino ha scritto all’azienda, diffidandola all’immediato pagamento degli stipendi via email, non essendo riuscito a mettersi in contatto telefonicamente con la Helyos Unilabor. C’è riuscito invece il sindacato nel pomeriggio: l’azienda avrebbe fornito alla rappresentante sindacale prova dell’avvenuto pagamento degli stipendi, definendo i ritardi “problemi tecnici”.

Soluzione tampone, ma c’è insoddisfazione e rabbia tra i lavoratori, alcuni dei quali volevano addirittura occupare l’aula Pucci. «Noi manteniamo la calma perché abbiamo una dignità da rispettare – ha dichiarato una lavoratrice –  cercheremo di risolvere la situazione senza l’aiuto del Comune». La svolta nel pomeriggio,  con i sindacati che sono riusciti ad ottenere dalla azienda il pagamento della  parte mancante dello stipendio di gennaio. «Siamo costretti a scendere in piazza ogni mese per far rispettare i nostri diritti – hanno commentato ieri al Pincio i lavoratori – questo ci lascia con molte domande sul motivo del perché ci siano tutti questi ritardi da parte di un’azienda che sta scomparendo». La vicenda si può considerare conclusa, oppure c’è dell’altro?. Tante domande e poche risposte, in un 8 marzo alternativo che ha visto un numero consistente di donne anteporre ai canonici e tradizionali festeggiamenti la lotta per il riconoscimento di un sacrosanto diritto come quello dello stipendio.
G.Bo.

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