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Fosso del Marmo: individuato il problema

Fosso del Marmo: individuato il problema

AMBIENTE. Ieri mattina agenti della Capitaneria di Porto e personale tecnico di una ditta specializzata per conto Acea hanno effettuato nuovi rilievi. Acqua maleodorante percola dal terreno. Le pompe che dovrebbero portare gli scarichi del Villaggio Verde Azzurro al livello della rete fognaria, forse ferme da tempo, hanno determinato il fenomeno

di TONI MORETTI

CERVETERI – Ieri mattina, ancora una volta, agenti della Capitaneria di Porto con una ditta appaltatrice specializzata lì per conto dell’ACEA, sono tornati lungo il Fosso del Marmo, all’altezza del tratto che attraversa il Villaggio Verde Azzurro per verificare la provenienza di alcuni sversamenti di acque maleodoranti che hanno messo in agitazione i cittadini.  
Già alcuni anni fa si era scoperto che un grosso tubo usciva quasi alla base dell’argine del fosso all’altezza più o meno del ponticello, quello perennemente “sgarrupato” e abbastanza pericoloso, che attraversa il Fosso,  creando una separazione tra il Villaggio Verde Azzurro e un’altra parte della città, che già sembra un’altra, condannandolo  ad una forma di ghettizzazione.  
Quel tubo, si venne a scoprire, era di pertinenza di un gruppo di case di un insediamento residenziale confinante col Verde Azzurro, confine evidenziato da una rete di recinzione altissima a protezione della cura con la quale si teneva quel complesso cui si aveva accesso dalla via Fontana Morella. Più che sottolinearla, sembrava si volesse ostentare una differenza di qualità del modo di vivere e di abitare, che forse anche c’era, ma bisogna pure valutare per colpa di chi. Ma la spregiudicatezza alberga anche in chi vorrebbe fare la differenza tanto che si viene poi a scoprire che quel grosso tubo era connesso agli scarichi di quelle abitazioni che senza scrupoli riversavano nel Fosso in quanto non connessi alle fogne. Scoperto il fattaccio, vennero ordinati dei lavori che hanno inibito l’utilizzo di quel metodo oltremodo incivile, poiché arbitrario e privo di autorizzazioni. Non si ha modo di sapere se la scoperta di quell’episodio ha sortito conseguenze sul piano delle responsabilità e per chi. Sta di fatto che all’altezza di quel tubo, ormai asciutto e totalmente bonificato e reso innocuo, e anche in altri punti, riappaiono dei rigagnoli dei quali si è voluto accertare la provenienza e le indagini fatte dall’ARPA e la Capitaneria di porto col supporto dell’azienda specializzata in quota ACEA, sembra abbiano fatto emergere un altro dei problemi di cui soffre il Villaggio Verde Azzurro.  A suo tempo, non si sa per quale alchimia urbanistica, quel Villaggio fu costruito, o perlomeno gran parte di esso, nella parte bassa di un pendio che collocava la rete fognaria del medesimo al di sotto dell’indotto principale che passa per via Chirieletti e quindi si è dovuto provvedere alla raccolta degli scarichi in una vasca interrata dalle quali delle pompe, mai funzionanti con continuità per le frequenti rotture, con costi di manutenzione spropositati a carico dei condomini, provvedevano a sollevarli e ad immetterli nella conduttura fognaria principale.  
Sembra che ieri si sia arrivati alla conclusione che essendo dette pompe ferme da tempo, le fuoriuscite dall’argine siano dovute al “percolare” delle acque infiltratesi nel terreno per mancanza di sbocco.  
Se così fosse, a chi la responsabilità?

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