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Prove di alleanze tra Ladispoli e Cerveteri

di FABIO PAPARELLA

LADISPOLI – Dalla giornata di mercoledì continuano a moltiplicarsi le reazioni politiche al “brindisi alla Finanza”, come è stato ribattezzato l’ultimo incidente diplomatico in cui è incorsa l’amministrazione comunale di Ladispoli. L’episodio si configura come un elemento di disturbo al fitto dialogo che intercorre in queste ore fra le forze politiche di maggioranza e le altre realtà civiche e della sinistra di Ladispoli e Cerveteri.
Infatti proprio mercoledì sera si è svolto un altro incontro interlocutorio, convocato da Governo Civico per Ladispoli, nell’ambito di un tavolo di discussione fra le varie forze del centrosinistra (e non solo).  Presenti alla riunione rappresentanti del Partito Democratico, della lista Ladispoli Città, del PCI- Federazione di Civitavecchia, nonché Emanuele Cagiola e Piero Ruscito di Ladispoli 2.0.
Al vaglio della tavola rotonda i presupposti politici per l’approdo, da subito o in un secondo momento, in un percorso condiviso. Le posizioni sarebbero ancora diverse. Alcune forze politiche, come il PCI, si sono sempre dichiarate distanti da qualsiasi ipotesi di grande alleanza ed è difficile che possano acconsentire ad una simile ipotesi. Altre, come il Partito Democratico, impegnato ora nella sua partita interna, non hanno ancora una posizione ufficiale. Molto dipenderà da chi uscirà vincitore dallo scontro campale delle primarie. Il vincitore detterà la linea, cercando di tirarsi dietro il partito. Chi perde sarà costretto ad allinearsi, salvo strappi imprevisti e abbastanza improbabili.
Per quanto riguarda Governo Civico per Ladispoli, che proprio oggi per bocca di Roberto Garau ha pronunciato parole di fuoco contro gli amministratori coinvolti nella gaffe del cin cin, sarebbe stata ribadita con forza la linea già dettata in occasione dell’inaugurazione della sede di via Genova: il rapporto col Partito Democratico a Ladispoli è condizionato dall’atteggiamento che il PD sceglierà di tenere nei confronti di Governo Civico a Cerveteri. 
Proprio oggi la candidatura a sindaco di Juri Marini, vicino al gruppo di Unidem, va ad inserirsi nelle primarie del PD ceretano come un presidio anti-pascucciano in rotta di collisione con Governo Civico. Il rapporto bilaterale PD-Governo Civico avrà insomma, avvertono gli esponenti del movimento fondato dal sindaco Pascucci, una proiezione assolutamente simmetrica nei due territori. 
Nel frattempo fuori dai giochi e dalle tavole rotonde si mantiene l’Italia dei Valori di Gianni Crimaldi, che invoca “provvedimenti seri” per lo scivolone con la Guardia di Finanza, si smarca completamente dall’attuale maggioranza e si prepara ad una corsa solitaria: 
«La prossima settimana ufficializzeremo il candidato sindaco dell’Italia dei Valori, – preannuncia Crimaldi – già abbiamo deciso chi sarà e aspettiamo di fare tutti i necessari passaggi col partito prima di presentarlo ai cittadini».
Sulla boutade salita alla ribalta della cronaca cittadina altrettanto duro, anzi di più, è  stato il presidente del consiglio comunale Emanuele Cagiola, che ha chiesto le dimissioni irrevocabili di consiglieri e amministratori presenti. 
Conferma la posizione assunta, a caldo, nella giornata di ieri. E rilancia:
«Il sindaco mi ha detto che sono stato troppo duro, ma sono fermamente convinto che gli autori di quel gesto avrebbero dovuto far pervenire le proprie dimissioni sulla sua scrivania questa mattina. Per questo chiederò formalmente al sindaco un incontro entro le prossime 36-48 ore per valutare la situazione».
Fulmini e saette, dunque, anche fra le due massime figure istituzionali del comune. Secondo alcune voci il presidente del consiglio comunale potrebbe anche essere pronto a porre un aut aut al primo cittadino, ventilando la possibilità di dimettersi da presidente del consiglio se non saranno prese nelle prossime ore delle decisioni importanti per far fronte a quanto accaduto.

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