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Astuti (Filt Cgil): "Authority, paradossale perdere una figura come Luciani"

Astuti (Filt Cgil): "Authority, paradossale perdere una figura come Luciani"

CIVITAVECCHIA – “È un gesto di grande responsabilità la rinuncia ai ricorsi dimostrato dal presidente della Compagnia portuale Enrico Luciani, che solo una persona mossa dallo spirito di servizio per il bene collettivo del porto e della città poteva fare”. Lo conferma il coordinatore dei porti per la Filt Cgil Alfonso Astuti sottolineando però come sia paradossale “perdere una figura così esperta che da quarant’anni opera nello scalo cittadino dimostrando la propria competenza – ha aggiunto – già dalla fase di trasformazione delle compagnie portuali con i dettami della legge 84/94. Creando un pool che ha permesso allo scalo di crescere fungendo anche da ammortizzatore sociale per le imprese del porto, assorbendo nel proprio organico, nell’arco degli anni, lavoratori prossimi a licenziamenti e mantenendo una pace sociale nello scalo che ha permesso di concentrare forza ed energie su progetti di sviluppo concreti”.

Il portavoce della Filt Cgil fa proprie le preoccupazioni espresse dallo stesso Luciani sul futuro del porto. “Cantieri per la costruzione delle infrastrutture ormai fermi da mesi – ha spiegato – traffico merci ai minimi storici dovuti anche dall’incertezza del futuro per l’acciaieria di Terni, che hanno sempre caratterizzato lo scalo cittadino, ma anche il rischio di non essere più attrattivi per nuovi vettori è sempre più concreto. Serve al più presto una presa di responsabilità con la costituzione del comitato di gestione formato da persone che sappiano di cosa si parla, proprio come richiesto dalla legge. L’accelerazione data dal Presidente dell’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale – ha ribadito Astuti – è un segnale importante che solo gli addetti ai lavori possono percepire e trarne le conclusioni sulle nostre preoccupazioni. Per questo riteniamo come sindacato, che è ora di fare azioni congiunte sempre nel rispetto dei propri ruoli, con i vari soggetti imprenditoriali, sociali, politici e istituzionali per  non perdere il lavoro di sviluppo fatto fino ad oggi ed anzi rilanciare la centralità strategica del porto di Civitavecchia anche e soprattutto – ha concluso – nel rispetto dei tanti disoccupati che dal porto aspettano uno sbocco occupazionale e per i soldi pubblici spesi fino ad oggi per la crescita dello scalo”. 

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