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Consorzi di Bonifica:''La toppa del sindaco è peggiore del buco''

Consorzi di Bonifica:''La toppa del sindaco è peggiore del buco''

Il consigliere comunale d’opposizione Pietro Serafini tuona contro le dichiarazioni del primo cittadino che, dopo aver auspicato la chiusura, propone l’assorbimento degli enti da parte delle Province. «Mauro Mazzola continua ad avanzare proposte che non stanno in piedi»

TARQUINIA – La toppa del sindaco è peggiore del buco. La pensa così il consigliere comunale d’opposizione Pietro Serafini in merito alla risposta del sindaco Mauro Mazzola che, nei giorni scorsi, per tentare di coprire la gaffe sulla sua dichiarazione circa l’auspicabile chiusura dei Consorzi di Bonifica, ha cercato di recuperare dicendo che voleva dire che gli enti dovevano essere assorbiti dalle Province. «Mazzola continua ad avanzare proposte capestro sul futuro dei Consorzi di Bonifica – commenta Serafini – Dopo aver collezionato l’ennesima brutta figura per le dichiarazioni rilasciate in Provincia, dove affermava che i Consorzi andavano chiusi, il sindaco di Tarquinia è tornato sull’argomento con una nuova dichiarazione: ‘‘I Consorzi andrebbero assorbiti dalle Province’’».

«Non c’è due senza tre – ironizza Serafini – Innanzi tutto spieghiamo a Mazzola la natura giuridica dei Consorzi: sono enti pubblici autonomi gestiti dalle amministrazioni che eleggono i consorziati, i quali, a loro volta, hanno a totale carico i costi del personale, le spese di amministrazione e il funzionamento del servizio di irrigazione. La manutenzione della rete demaniale idraulica minore (fossi principali ed i suoi affluenti) viene invece effettuata dagli stessi per conto della Regione. Ad oggi la giunta Zingaretti ha deciso di commissariare i Consorzi di bonifica, favorendo gli accorpamenti, con conseguenti riduzioni da dieci a quattro unità. Quindi, nominando un commissario ad acta, il Consorzio della Maremma etrusca si ritrova ad essere inglobato insieme all’Agro Romano e a Pratica di Mare. Il sindaco di Tarquinia, ormai in preda alla poca lungimiranza che da tempo lo contraddistingue, avanza la proposta di far assorbire questi enti dalla Provincia, dimenticandosi tuttavia che le stessa è stata svuotata da certe competenze e dai relativi fondi». «La proposta – spiega il leader di Idea e Sviluppo – porterebbe i Consorzi di bonifica a sottomettersi ad un caporalato politico che negli ultimi anni ha fallito anche con i servizi indispensabili come quelli della manutenzione delle strade, delle scuole e delle acque (vedi Talete).Ricordiamo al sindaco Mauro Mazzola che la sua Provincia ha stipulato una convenzione proprio con i Consorzi di bonifica, in base alla quale gli stessi si impegnano a collaborare, qualora se ne ritenesse necessario, per la realizzazione di lavori attinenti alle loro competenze: dalla pulizia dei fossi alle manutenzioni ordinarie, ricevendo in cambio, al termine dei lavori svolti, il rimborso delle spese sostenute. Vogliamo sapere perché, in funzione di questo, la Provincia non ha mai tenuto in considerazione la convenzione, continuando invece ad affidare lavori solo ed esclusivamente ai privati». «Il sindaco sbandiera ai quattro venti di aver aiutato il Consorzio di bonifica nei momenti di difficoltà – tuona Serafini – cosa che non ci risulta, anche perché le insolvenze degli stipendi sono molto spesso legate ai ritardi nei trasferimenti dei pagamenti da parte della Regione o della Provincia, amministrata dal PD, cioè dal partito dello stesso Mazzola, per lavori che sono già stati eseguiti. Ad oggi, caro sindaco, il Consorzio di Bonifica è stato sovvenzionato quasi interamente dai suoi consorziati, ed inoltre tutte le spese sostenute nei 13 comuni del comprensorio della Maremma etrusca sono state pagate solo ed esclusivamente con i ruoli dei comuni di Tarquinia, Montalto di Castro e Civitavecchia». «Inoltre – conclude Serafini – prima di affermare che i Consorzi sono politicizzati, bisognerebbe analizzare bene il caso delle ASL (dirigenti e dottori). Sia ben chiaro, secondo il nostro pensiero, ogni cittadino deve essere libero di fare politica, non solo dove vuole e conviene al PD. I Consorzi di Bonifica sono e rimangono una risorsa per il territorio, la politica non può e non deve intervenire vanificando quanto creato nel passato ma, al contrario, deve pianificare un futuro più roseo, che possa prima di tutto rilanciare la nostra economia».

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