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Ipercolesterolemia, un miliardo l’anno di costi diretti

Ipercolesterolemia, un miliardo l’anno di costi diretti

Secondo gli esperti l’ospedalizzazione è la voce che incide di più

Un peso sul cuore e sulle casse del sistema sanitario. In Italia i costi diretti  dell’ipercolesterolemia a livello nazionale ammontano a una spesa annua di 1,14 miliardi di euro, «il 96% dei quali sono imputati alle ospedalizzazioni, il 3% ai farmaci e l’1% all’assistenza specialistica. Investendo in terapie appropriate si risparmierebbe sul fronte delle ospedalizzazioni. Senza contare i costi aggiuntivi  indiretti causati dalla perdita di giornate di lavoro, dall’impegno dei parenti e degli accompagnatori, e così via». A sottolinearlo è Michele Massimo Gulizia, direttore dell’Unità complessa di cardiologia dell’ospedale Garbaldi-Nesima di Catania e past president nazionale dell’Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri), in  occasione di un incontro a Milano promosso da Amgen.
Nella Penisola «la prima causa di morte è la cardiopatia ischemica con oltre 75 mila decessi ogni anno, il 12% del totale delle morti, ed è la seconda causa di anni di vita persi a causa di malattia – continua lo specialista – Il fattore di rischio principale è l’ipercolesterolemia. Migliorare il trattamento farmacologico dei pazienti diminuisce il rischio di sviluppare malattie cardiache e di conseguenza il carico di disabilità e mortalità prematura». Ma il punto di partenza, per gli esperti, rimane la diagnosi precoce di queste condizioni. «Oggi l’ipercolesterolemia  interessa complessivamente il 35% della popolazione – evidenzia Francesco Romeo, direttore della cattedra di Cardiologia dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata – ma il 40% di queste persone non ne è consapevole».  Per far emergere il sommerso, gli specialisti sono impegnati in diverse iniziative. A febbraio, ricorda Gulizia, è partito il ‘Truck Tour Banca del cuore’, campagna nazionale itinerante di prevenzione cardiovascolare e lotta all’ipercolesterolemia che durerà fino a dicembre 2017 e ha in programma tappe in 30 città italiane. Partito da Sanremo (nei giorni del Festival), si spingerà fino a Sud e nelle Isole, offrendo ai cittadini all’interno di un ‘jumbo truck’ uno screening di prevenzione cardiovascolare che comprende anche il prelievo di una goccia di sangue dal dito per la determinazione di tutto il profilo lipidico. Ma il punto di partenza, per gli esperti, rimane la diagnosi precoce di queste condizioni. «Oggi l’ipercolesterolemia interessa complessivamente il 35% della popolazione – evidenzia Francesco Romeo, direttore della cattedra di Cardiologia dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata – ma il 40% di queste persone non ne è consapevole».

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