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"Trasversale: la bocciatura del tracciato grida vendetta"

"Trasversale: la bocciatura del tracciato grida vendetta"

Il presidente di Unindustria Civitavecchia Stefano Cenci si scaglia contro quanto emerso nel corso della conferenza dei servizi: a rischio il completamento dell’infrastruttura strategica. Enrico Luciani: "Qualcuno è contrario allo sviluppo di questo territorio. Senza questa superstrada siamo morti"

CIVITAVECCHIA – Un’opera strategica. Una priorità del Governo. Gli ultimi 17 km appaltabili per il 2018. Queste alcune delle dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio sulla Civitavecchia-Orte. Eppure, sul completamento della superstrada si è ancora fermi. Anzi, la recente bocciatura del tracciato verde proposto da Anas, in conferenza dei servizi, con tre pareri negativi – quello del comune di Tarquinia, del consorzio di Bonifica e soprattutto della commissione Via del Ministero dell’Ambiente – contro gli undici favorevoli rischiano ancora una volta di far saltare l’opera, giudicata strategica per il territorio, soprattutto per quella reale concorrenza con i porti del nord Europa. E la preoccupazione è tanta. Come confermano gli interventi del presidente di Unindustria Civitavecchia Stefano Cenci e di Enrico Luciani nel corso della trasmissione “Il Punto” su Mecenate Tv.  

«La bocciatura del completamento della superstrada grida vendetta – ha tuonato Cenci – questa è la più grande opera che Anas costruirà a livello nazionale: oggi voglio sperare che il ministro Galletti non abbia letto la relazione della sua commissione Via. Con questo non vogliamo dire che l’ambiente non è importante, anzi è fondamentale. Ma questa strada va fatta, per noi è vitale. Il suo completamento o meno determina il successo o la morte di questo territorio». La questione arriverà quindi al consiglio dei ministri, con l’associazione che si è detta pronta a spiegare ad ogni ministro l’importanza dell’arteria. 

«Un’opera strategica – ha aggiunto il presidente della Cpc Enrico Luciani – c’è qualcuno che oggi è contro lo sviluppo di questo territorio. Se si perde la possibilità urgente di terminare quei chilometri che ci collegano al corridoio 5 Sud per Kiev, saremo morti. Perché la trasversale è vitale, anche per il possibile rilancio del settore container, oggi monco di un’arteria necessaria e non più rinviabile. Dei tre tracciati proposti, quello verde è il meno impattante, passando anche su una strada già esistente. Mi auguro che tutte le forze di questa area intervengano, tutti i disoccupati, i sindacati e la politica difendano questo progetto; perché altrimenti si rischia di compromettere pericolosamente lo sviluppo del porto e dell’intero territorio».

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