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Helyos, la vertenza accende il consiglio

Helyos, la vertenza accende il consiglio

I nodi da sciogliere il monte ore e gli stipendi per i lavoratori che dovranno passare alla nuova società entro il 31 marzo. Zeppa (Usb): "La gara va annullata" 

CIVITAVECCHIA – Una vertenza che si trascina da mesi, nell’incertezza. È così l’obiettivo del consiglio comunale aperto di oggi, richiesto da opposizione e maggioranza con Marco Piendibene primo firmatario, è stato quello di fare chiarezza, di tracciare un quadro della situazione che coinvolge i lavoratori delle pulizie e servizi di accoglienza degli uffici comunali, prima Helyos-Unilabor e, in virtù dell’aggiudicazione della nuova gara, a breve di Scala Enterprice. Ma in che modo, a quali condizioni, con quali criteri avverrà il passaggio dei lavoratori tra le due realtà? L’accordo, su questo punto, non è ancora stato trovato. Ed il tempo stringe. Lo ha confermato il dirigente che ha seguito l’appalto, Pierluigi Carugno. “La nuova società dovrà prendere servizio il 31 marzo”. Ma manca l’accordo sindacale ed i presupposti per raggiungerlo non sembrano ancora esserci.

Monte ore e soldi. Queste le richieste giunte dalla platea. Perché i dubbi sono proprio lì. E su questi aspetti si è acceso il dibattito. Soprattutto perché si è parlato di una riduzione sostanziale delle ore. Ed i conti non tornano, come ha ribadito la segretaria dell’Ugl Fabiana Attig, che ha stigmatizzato l’assenza delle nuove società Scala Enterprice e Sgm, con quest’ultima che dovrebbe occuparsi della parte riferita al Tribunale. Uno dei nodi rimane proprio questo. “L’appalto, unico ed indivisibile – ha spiegato Attig – oggi lo vediamo diviso, con la parte del Palazzo di Giustizia scorporata. Questo significa riduzione di superficie e di monte ore”.

“Il Tribunale è stato scorporato dopo la gara d’appalto – ha chiarito il sindaco Cozzolino – le ore relative vengono tolte e subentra la nuova ditta, in base a gara indetta dalla Corte dAppello di Roma. Unico partecipante a 99mila euro su una gara a base d’asta di 135mila euro. La legge permette integrazioni per un quinto dell’appalto: passando da 103mila ore a 87mila euro, l’integrazione verrà chiesta specie per attività del Traiano e della Cittadella, ma le ore che verranno contrattualizzate ai lavoratori rientrano nell’accordo sindacale con la ditta”.

Ma oggi il problema contingente sono anche gli stipendi che, come confermato da Unilabor, difficilmente verranno pagati domani. “Ci sono delle fatture in sospeso – ha confermato il rappresentante Claudio Giangrasso – fatture contestate dal Pincio. È comunque, in base a quanto stabilito dal dirigente Carugno, siamo pronti già domani a lasciare l’incarico firmando le lettere di licenziamento”. Ma il sindaco Cozzolino è stato chiaro: i rapporti tra ditta e Comune non possono rappresentare un problema. “La ditta – ha ribadito – deve pagare gli stipendi”. Con il consiglio che è stato sospeso, con gli animi accesi, parole grosse ed iil dirigente Carugno deciso a lasciare l’assise. Decisione poi rientrata grazie all’intervento di diversi consiglieri. 

Non ha dubbi Flavio Zeppa dell’Usb: “La gara va annullata e va rimosso il dirigente che l’ha seguita. Non sono più accettati ribassi sulla pelle dei lavoratori”. 

 (SEGUE) 

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