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Polemica sul quinto cimitero

Polemica sul quinto cimitero

Il vicesindaco Giuseppe Zito fa chiarezza su project financing ed emergenza loculi

di TONI MORETTI

CERVETERI – In questi giorni, forse dovuto anche al fatto che la campagna elettorale è già in atto, come da copione, il fatto che nella prossima assise comunale che si terrà il 20, tra le altre cose si parlerà del progetto in project financing del quinto cimitero di Cerveteri, è rimontata la polemica su una questione per la quale, già dallo scorso anno la Giunta comunale dichiarò il pubblico interesse. Giuseppe Zito, il vicesindaco risponde alle nostre domande facendo chiarezza sulla vicenda. 
Zito, rimonta la polemica sul progetto del  quinto cimitero. Che idea si è fatta in proposito?
«E’una vecchia polemica, che pensavo fosse sopita. Lo scorso anno, quando la Giunta comunale dichiarò il pubblico interesse per il progetto in merito alla realizzazione del quinto cimitero comunale attraverso uno strumento di partenariato pubblico-privato, ovvero il project financing, presentato da un soggetto privato (come prevede la normativa), ci fu la stessa polemica e si aprì un confronto serrato anche in Consiglio comunale, dove venne istituita un’apposita commissione per verificare se effettivamente non vi erano possibilità per scongiurare la nascita del quinto cimitero. La commissione si riunì diverse volte verificando i dati messi a disposizione dagli uffici, facendo sopralluoghi per capire quali disponibilità ci fossero da parte della Soprintendenza per l’ampliamento del Cimitero dei Vignali. La stessa commissione alla fine concordò che non vi alternativa alla realizzazione di un nuovo cimitero e soprattutto che non vi era la possibilità di pensare che fosse il Comune a realizzarlo e gestirlo».
Ma com’è che secondo lei, questa emergenza è esplosa all’improvviso cogliendo tutti di sorpresa?
«Negli ultimi venti anni nessuna Amministrazione si è posta seriamente il problema di come pianificare i servizi conseguenti all’aumento della popolazione. Non a caso, appena insediati, ci siamo trovati a dover studiare ogni possibile ampliamento delle strutture cimiteriali e a realizzare complessivamente circa 360 loculi, che hanno in parte tamponato l’emergenza. Nel frattempo abbiamo modificato il Regolamento Comunale al fine di poter prevedere nella gestione dell’emergenza anche la possibilità di procedere con esumazioni ed estumulazioni nei casi previsti dalla legge. Proprio in questi giorni abbiamo espletato una gara per la realizzazione di ossarine nel Cimitero dei Vignali».
Qualcuno infatti ha insistito sull’ampliamento del cimitero dei Vignali?
«Proprio sul cimitero dei Vignali avevamo iniziato un lungo e complesso lavoro con la Soprintendenza per ottenere l’autorizzazione ad un ampliamento della struttura. In base alla disponibilità concessa dalla Sovrintendenza Archeologica abbiamo affidato ad un tecnico esterno l’incarico di predisporre uno studio di fattibilità dal quale è emerso che su tale area si sarebbero potuti costruire circa 320 loculi ma trattandosi di una piccola area da urbanizzare ex-novo il costo complessivo del progetto sarebbe ammontato a circa 750 mila euro. Ovviamente un’area troppo piccola per poter ammortizzare i costi delle opere di urbanizzazione che rendeva il progetto antieconomico. Vorrei che fosse anche chiara che la disponibilità offerta dalla Sovraintendenza non era legata a una questione di volontà ma all’importanza del luogo. Probabilmente anche quando fu costruito il Cimitero dei Vignali il Comune aveva difficoltà nel reperimento dei terreni, o molto più probabilmente a quell’epoca nessuno poteva immaginare che Cerveteri divenisse una città di 40 mila abitanti.  Mi lascia perplesso che  si strumentalizzI un tema così delicato come la cura dei defunti, dopo decenni in cui non c’è mai stata una pianificazione degli ampliamenti cimiteriali, non sono stati mai previsti i necessari posti a terra, non sono stati previsti colombai o ossari indispensabili per la gestione delle esumazioni. Tutto questo in una città nella quale, nonostante dal 1975 la Legge vieti il rilascio delle concessioni cimiteriali per periodi superiori ai trent’anni, si è proseguito a rilasciare concessioni perpetue e novantanovennali fino agli anni ottanta. Mi piacerebbe sapere dove erano negli ultimi venti anni quei politici che lo hanno consentito e che oggi…»
Come uscirne quindi?
«L’unico modo per uscire dall’emergenza è quello di pianificare. Noi abbiamo fatto l’unica scelta possibile in questo momento, realizzarlo utilizzando lo strumento del project-financing, poiché il Patto di Stabilità non consentirebbe mai al nostro Comune di fare un investimento di 5-6 milioni di euro (cifra necessaria per realizzare un nuovo cimitero). E’ bene sottolineare anche che l’utilizzo del project-financing sui cimiteri è una soluzione applicata in tutta Italia. E, non a caso, anche le passate Amministrazioni  hanno tentato per ben due volte questa soluzione, ovvero far realizzare ad un privato l’opera pubblica in cambio della concessione trentacinquennale».
Secondo lei come si è potuto arrivare a tanto?
«Nessuna Amministrazione negli ultimi 30 anni si è preoccupata di individuare o di reperire un terreno per il nuovo cimitero. E oggi, diversamente dal passato, le norme non consentono ai Comuni di acquistare terreni se non attraverso apposite deroghe ministeriali. Senza contare che, una volta realizzato, ci sarebbe il problema della costruzione e della gestione. Ad esempio oggi con il blocco delle assunzioni non si può neanche assumere il personale necessario».
Vogliamo infine spiegare cosa è  il progetto di Project-Financing e gli effetti che produrrà? 
«Il Project-Financing è previsto dal Codice degli Appalti. Può essere attivato sia con iniziativa pubblica sia su proposta di singoli operatori economici. Nel nostro caso siamo in questa seconda fattispecie. Ricevuta la proposta, l’Amministrazione ha l’obbligo di valutarla entro tre mesi. La nostra Giunta comunale, vista la reale necessità di un nuovo cimitero e considerando l’impossibilità di poterlo realizzare e gestire autonomamente, ha valutato positivamente la proposta pervenuta (con la delibera n. 22 del 15 febbraio 2016). Il Consiglio comunale, in fase di approvazione di Bilancio, ha inserito l’opera finanziata con capitali privati negli strumenti di programmazione. Oggi si è riaperta la discussione solo perché nel prossimo Consiglio si dovrà riapprovare il progetto per errori di battitura. Progetto che il giorno successivo sarà trasferito alla Stazione Unica Appaltante per essere messo in gara».
Essere messo in gara significa che altri imprenditori potranno parteciparvi? 
«Certo, anche se dopo la polemica sorta nel febbraio 2016 in merito all’ubicazione del cimitero indicato dal proponente, avevo fatto appello alle forze imprenditoriali interessate a fare proposte alternative di costruzione di un cimitero in Project- Financing utilizzando la stessa facoltà legislativa. Ad oggi non è pervenuta alcuna proposta, ne formalmente ne informalmente. Ovviamente il piano finanziario del Cimitero, compresi i costi di gestione, dovranno essere avallati dal Comune e, soprattutto, messi a gara pubblica. Come in tutte le opere pubbliche, perché di opera pubblica si tratta, il realizzatore sarà individuato con una gara e si aggiudicherà l’appalto chi farà la migliore offerta. Il proponente originario mantiene per legge il solo diritto di prelazione. Vale a dire che in caso di aggiudicazione a un’altra società, il proponente originario potrà decidere di realizzare l’opera ai costi e alle condizioni del vincitore. Ovviamente anche le tariffe saranno parte della gara e il futuro gestore non avrà la libertà di variarle».
Circa i costi finali per gli utenti?
«Proprio in virtù delle tariffe proposte va sottolineato che l’Amministrazione ha chiesto al proponente una modifica all’impostazione del progetto presentato e al conseguente Piano Finanziario mirato proprio a far calare le tariffe. Tali modifiche sono state accolte dal soggetto proponente che ha così accettato di farsi carico dei loculi la cui concessione scadrà nei prossimi 35 anni. In questo modo potremo garantire tariffe più convenienti rispetto a quella della vicina Ladispoli. Va inoltre detto che le tariffe saranno oggetto della gara e quindi potrebbe essere soggette ad ulteriori ribassi. Infine qualcuno notava come il quadro economico avesse una spesa di circa 6 milioni di euro, mentre il rientro al termine dei 35 anni sfiorava circa i 20 milioni di euro. Intanto c’è da dire che se l’affare fosse stato così vantaggioso probabilmente in molti avrebbero colto l’appello da me lanciato lo scorso anno o comunque significherà che ci sarà molta partecipazione alla gara pubblica. Meglio così perché maggiori saranno le aziende partecipanti, migliore sarà la tariffa proposta per i cittadini»
Rispetto all’ubicazione vicina al fosso?  
«Il progetto non prevede ricadute all’interno dell’area vincolata. E’ un tema che si potrà porre tra 35 anni se il cimitero necessiterà di un ampliamento».

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