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Co2, il 2% arriva dal cinema

Co2, il 2% arriva dal cinema

Un solo multisala può arrivare a consumare fino a 2 milioni di kWh l’anno

Roma – L’industria cinematografica mondiale è responsabile del 2% delle emissioni globali di Co2. Sul fronte dei consumi energetici, un solo cinema multisala può arrivare a consumare fino a 2 milioni di kWh l’anno, pari ai consumi elettrici di 750 famiglie italiane. Un dato che, per l’Italia, va moltiplicato per i 516 multisala attualmente in esercizio, cui si aggiungono 650 cinema teatro e 2.396 sale cinematografiche.
Eppure, con interventi sui sistemi di illuminazione si potrebbero ottenere risparmi fino al 60% sui consumi energetici, fino al 15% intervenendo su quelli di climatizzazione. È quanto emerso dal convegno #CinemaInClasseA, organizzato a Roma da Enea e Green Cross Italia.
“Abbiamo calcolato che i consumi di energia e le relative emissioni si potrebbero ridurre di circa il 20% se tutte le produzioni cinematografiche adottassero protocolli di sostenibilità per la realizzazione dei propri film”, spiega Antonio Disi dell’Enea, coordinatore della campagna nazionale per l’efficienza energetica Italia in classe A, promossa dal ministero dello Sviluppo Economico e realizzata dall’Enea.
Attualmente nel settore delle produzioni cinematografiche sono in uso almeno tre diversi disciplinari: Ecomuvi, realizzato da Tempesta insieme a Icei; Edison Green Movie, sviluppato da Edison; Green Ciak, messo a punto da Cremonesi Consulenze.
«Per accrescere l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di Co2 in tutta la filiera dell’industria cinematografica sarebbe auspicabile un unico protocollo di sostenibilità riconosciuto a livello nazionale da parte del Mibact e delle Film Commission regionali, che consentisse di misurare i consumi e valutarne gli impatti, per poi programmare interventi di qualificazione ambientale del processo di lavorazione dei film», dichiara Marco Gisotti, direttore del premio Green Drop Award, assegnato da Green Cross Italia alla Mostra del Cinema di Venezia al film in concorso che meglio interpreta i temi della sostenibilità.
«Auspichiamo, inoltre, che l’adozione di tale protocollo possa prevedere anche premialità per le case di produzione in fase di assegnazioni dei finanziamenti pubblici”, sottolinea Gisotti.
Per rendere più efficiente e sostenibile il settore, però, per Disi dell’Enea «c’è bisogno di un’azione comune che coinvolga le istituzioni e le principali associazioni di categoria, le rappresentanze degli artisti e dei tecnici del cinema, nonché le Film Commission. Noi di Enea – conclude -insieme a Green Cross Italia, siamo disponibili ad accompagnare tale processo che può contribuire sicuramente al raggiungimento dell’obiettivo globale”.

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