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Colombo: «La Costituzione la prima legge»

Colombo: «La Costituzione la prima legge»

Ieri mattina all’Auditorum dell’Isis Mattei oltre 300 studenti attenti ad ascoltare l’ex giudice, giurista e scrittore

di TONI MORETTI

CERVETERI – C’erano trecento e passa  studenti delle scuole medie G. Cena, Salvo D’Acquisto, Marina di Cerveteri e Don Milani con quelli dell’Isis Enrico Mattei, ieri mattina all’auditorium dell’istituto, attenti ed intenti ad ascoltare l’ex giudice Gherardo Colombo. Già consigliere di Cassazione nonché autore di numerosi saggi. Fu con Turone il giudice della scoperta della loggia P2 e del delitto Ambrosoli, con Di Pietro il pm di Mani pulite, con Boccassini il pm dei processi Imi-Sir, Lodo Mondadori, Sme,  ai giudici corrotti da Previti. Dopo brevi passaggi di Federica Battafarano, vicepresidente del Consiglio comunale che si è detta onorata di ospitarlo e di essere riuscita nello sforzo con la determinazione di  Adua Carannante e Giulia Cannavò, rispettivamente presidente Auser di Civitavecchia e responsabile Auser di Cerveteri, associazione che di questo incontro è stata promotrice, il sindaco Pascucci, nel suo breve, sintetico ma lucido intervento, ringrazia l’ospite per la sua presenza e ricorda che la sua amministrazione è nata con il battesimo della legalità, scoperchiando la pentola di un tentativo di corruzione in atto in questa città e facendone una bandiera. Si rivolge ai ragazzi avvertendoli: «Diffidate di chi dice che voi siete il futuro. Vi dà una fregatura. Voi siete il presente perché siete la generazione dalla quale nascerà la nuova classe dirigente, ed è a voi e solo a voi verrà demandato il compito di mostrare eventuali cambiamenti». La relazione, la conferenza o diciamo meglio il colloquio di Colombo con i ragazzi, comincia nella maniera più naturale con lui che litigava con un “gelato” difettoso muovendosi con disinvoltura in mezzo a loro. Ciò che ha colpito è stato un linguaggio ed un modo di approcciarsi ai giovani che ha immediatamente, già dalle prime battute, annullato la variabile temporale rendendolo uno di loro, tra loro, a discutere di regole e di Costituzione. Gli esempi calzanti e semplici, ironici e in linea coi tempi e con gli umori odierni, hanno favorito l’interazione tanto da trasformare quella mattinata in una grande, splendida lezione di democrazia, di interpretazione del significato di regola e della necessità di rispettare ed osservare la Costituzione perché è la nostra prima legge. Nel parterre, con altrettanta attenzione, hanno seguito il comandante Spanò, della Guardia di Finanza, e il Principe Sforza Ruspoli, che non ha tradito una emozione quando Colombo ha spiegato ai ragazzi, parlando dell’articolo uno della costituzione, la differenza tra il guadagno da lavoro e il guadagno da rendita. E poco convinti gli applausi quando parlando di evasione fiscale, sempre Colombo si chiede cosa risulterebbe di evaso se si conteggiassero tutte le lezioni private che gli insegnanti danno in nero agli alunni bisognosi. La necessità è quindi cambiare cultura vincendone le resistenze. Alla domanda che porgiamo al professore se la globalizzazione ed il seguente globalismo possano essere la causa dell’abbassamento dell’asticella dei diritti nel nostro paese, non ha esitazione e risponde: «No. La stagione del terrorismo ha dato inizio a tale abbassamento continuando con i fatti di Genova e a seguire».

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