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Idrico, uffici off-limits

Idrico, uffici off-limits

Quasi impossibile chiedere chiarimenti al Pincio che riceve al massimo venticinque utenti per volta. Centinaia di persone vanno via adirate. Il dirigente Rapalli: «Mi impegno ad adottare procedure organizzative migliorative»

CIVITAVECCHIA – Bollette dell’acqua arrivate agli utenti quasi scadute, cifre spropositate indicate in grassetto e letture dei contatori che spesso non coincidono. È il riepilogo della questione legata alla gestione del servizio idrico comunale, che costringe da giorni i civitavecchiesi a recarsi al Comune per chiedere spiegazioni o rateizzazioni. Ma cosa sta accadendo a palazzo del Pincio? Come indicato anche nella bolletta, il Comune riceve al massimo venticinque cittadini al giorno, o per meglio dire nelle due ore messe a disposizione nei pochi giorni di apertura al pubblico dell’ufficio preposto. «Motivi di sicurezza – ha spiegato il dirigente Rapalli – l’area adibita al servizio non può contenere troppe persone». Eppure anche ieri pomeriggio al Comune c’era il finimondo: venticinque ‘‘fortunati’’ muniti di numeretto e centinaia di utenti mandati indietro senza essere ricevuti.  Utenti che per essere presenti alle 15 al Pincio hanno chiesto permessi al lavoro e fatto sacrifici personali. In un’ottica di recupero credito, ma ancora di più nell’interesse di fornire un servizio ottimale, come mai il Comune – almeno in questo periodo – non prolunga l’orario di ricevimento pubblico per le pratiche legate all’idrico? Cittadini adirati che vanno via senza risposte e uffici aperti con personale assegnato a mansioni diverse. Qualche rassicurazione l’ha data proprio il dirigente Rapalli: «Delle volte la situazione è ingestibile – ha dichiarato – mi impegno però ad adottare procedure organizzative migliorative». Un passo avanti, in attesa che la parola data si trasformi in qualcosa di concreto, a vantaggio degli utenti e della stessa amministrazione.

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