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Nel Pd un direttivo disastroso

Nel Pd un direttivo disastroso

Tenutosi alla presenza di Michela Califano contestata dalla nuova dirigenza come garante delle primarie 

di TONI MORETTI

CERVETERI – La “telenovela” dal sapore tragicomico del Pd di Cerveteri si sposta dalla sala del Jolly Bar dove  è avvenuto il palese “autogol” mercoledì sera, con una deserta festa della democrazia che hanno chiamato presentazione delle primarie e dei suoi due candidati, la sera successiva,  nei locali del circolo a viale Manzoni dove si è tenuta la riunione del direttivo. Ai punti all’ordine del giorno, oltre all’argomento primarie si sarebbe dovuta tenere una sorta di pre-consiglio, visto che si terrà quello prossimo il 20.

Era presente il capo gruppo Carmelo Travaglia, che invitato a riferire,  nota e stigmatizza una anomalia.Dice Travaglia: «Notai tra i presenti la presenza del consigliere Aldo De Angelis e chiesi quindi se il direttivo fosse aperto anche agli altri capi gruppo del Consiglio. Alla risposta negativa chiesi allora il perché di quella presenza e quando dissero: “perché è un tesserato” feci notare che, nonostante avesse fatto la richiesta di essere ammesso al gruppo e che io stesso in qualità di capogruppo avevo già provveduto a convocare lo stesso per esaminare tale richiesta e vedere se accettarla o meno, Aldo De Angelis, al momento, è ancora presidente del Gruppo misto. E io dovrei riferire in sua presenza, le strategie politiche del partito tra le quali anche la posizione che si dovrà prendere per una mozione presentata da De Angelis insieme a Forza Italia? Qualcuno si rende conto di come si sta conducendo, dico in termini assolutamente politici, questo direttivo? Ho abbandonato  il circolo e li ho lasciati con il loro “lego” affinché continuassero a giocare».

A questa riunione era però presente anche “la tosta”, Michela Califano, che non certo si aspettava che quella dirigenza avrebbe storto il muso al suo annuncio che sarebbe stata presente domenica come garante delle primarie. Come, un dirigente che su mandato del segretario provinciale si assume la responsabilità di presiedere un congresso straordinario, viene di domenica ad aiutare e garantire e quindi a legittimare la correttezza dello svolgimento di primarie “pulite” e qualcuno, come Sergio Marini, ormai costantemente a fianco del segretario Falconi dice: ”Per quale motivo?” Mugugnando un non ben distinto: ”Ne parlerò a chi di dovere” che sembrava una minaccia?. E’ a questo punto che esce fuori la Michela che ci piace e che fa capire senza mezzi termini che è proprio “Chi di dovere” che l’ha mandata, tanto da invitare Marini a telefonargli subito, davanti a lei, cosa che naturalmente si è ben guardato dal fare.

A questo punto si provoca anche la reazione di chi rappresenta la metà del direttivo meno uno, Alessandro Gnazi che dice: «La cosa più vergognosa è stata che il segretario Falconi non è riuscito a dire una parola. Ogni volta che ha tentato di farlo sembrava che Marini gli desse un buffetto inibitorio e di richiamo sulla nuca e gli dicesse:  “Zitto, parlo io”. E parlava lui. A questo punto, quando si è scatenata la baruffa sulla Califano rea di aver parlato per domenica di una commissione esterna per le primarie, come avvenuto per il congresso, ho chiesto a chiare note: “perché non vi sta bene? Per quale recondito motivo?» Gnazi, che è stato censurato da Falconi in una nota stampa per l’atteggiamento assunto nei confronti delle primarie ed invitato a chiedere scusa al partito, approfitta del nostro colloquio per dire: «Non accetto l’invito di chiedere scusa ad un partito dove chi lo chiede lo identifica in se stesso e nei suoi amici. Che non ha proposte e percorso politico se non attraverso gli inciuci come norma comportamentale. Che si identifica con personaggi rocambolescamente ripescati che strumentalmente trasformano in un “Noi”, la proiezione di un proprio “Io “ smisurato. Mi sento invece di chiedere non scusa, ma perdono, a tutto quello autentico popolo democratico che vuole ricostruire con la partecipazione, con l’inclusione, con un “Noi” vero , scevro da interessi di parte e di famiglia, che non vuole essere suddito di potentati di rendita, che crede nel lavoro come mezzo per una crescita sociale, nella legalità per convinzione e nella politica come strumento di elaborazione di regole più eque per tutti. Per tutti quelli che credono che questo partito possa a Cerveteri ricostruirsi con alleati di centro sinistra. Con tutti coloro che avrebbero ritenuto svilente partecipare a primarie fasulle per costruire coalizioni trasversali purché si vinca, basate sulla menzogna, mistificando il bene del partito, della gente e della città. A loro chiedo perdono per non essere ancora riuscito ma chiedo appoggio e conforto, come hanno finora fatto, affinché con maggiore convinzione, possano aiutarmi, ma soprattutto aiutarsi a farlo dando un chiaro segnale con le prossime amministrative». 
 

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