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Sprar, Civitavecchia risponde sì

Sprar, Civitavecchia risponde sì

Ieri pomeriggio alla Pucci il convegno sull’immigrazione promosso dall’amministrazione comunale. Presenti le associazioni che operano nel settore dell’accoglienza

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Migranti: dall’accoglienza all’inclusione. Questo il titolo ed il tema del convegno che si è tenuto presso l’aula Pucci di Palazzo del Pincio. Argomenti che necessitano informazione per evitare di cadere nella trappola della xenofobia. Ad aprire i lavori è stato il sindaco Antonio Cozzolino: «Il Ministero degli interni invita i Comuni ad aderire alla rete Sprar. Il Governo mira alla chiusura progressiva dei grandi centri di accoglienza». Il presidente della  Commissione sociale Fabrizia Trapanesi ha spiegato che questo è solo il primo step «per sensibilizzare sull’accoglienza nell’ottica dell’integrazione». Il vice sindaco Daniela Lucernoni ha detto che si tratta di un tema di cui è giusto parlare ed ha introdotto Sara Spada del servizio centrale Sprar. 
«Il nostro ufficio – ha dichiarato – fornisce assistenza, supporto, assistenza e monitoraggio alla rete Sprar. La rete di enti locali può accedere al fondo nazionale per le politiche e i servizi di asilo e si avvalersi della collaborazione di realtà del terzo settore». I Comuni che aderiscono al sistema sono tutelati da altre forme di accoglienza. Lo scopo prioritario dello Sprar è quello di consentire ai richiedenti di avviare percorsi di inserimento socio economico per riconquistare la propria autonomia. Accoglienza materiale, servizi alla persona, orientamento legale e percorsi di inserimento: tutto nell’ottica dell’integrazione. 
Francesco Luciani, Guardia Costiera, ha portato la testimonianza video di alcuni degli eroici salvataggi messi in atto giornalmente dai militari nel canale di Sicilia. Marietta Tidei ha evidenziato il fatto che l’85% delle persone che si sono mosse dal proprio paese viene ospitata da alcuni dei paesi più poveri del mondo ed ha spronato alla comprensione dell’importanza di un’accoglienza diffusa. Amnesty International ha ricordato come i diritti umani vadano tutelati sempre e comunque. 
La Comunità di Sant’Egidio ha portato la testimonianza di suoi due ospiti Kutaiba Toma e Zeinab Ahmed. L’uomo, siriano di 31 anni ed ex ingegnere è stato costretto a fuggire dal suo paese ed è stato salvato dallo stesso papa Francesco, la donna somala vive in Italia da 28 anni, è sposata con un italiano ed è un’infermiera. Il presidente dell’associazione culturale Centro di gravità ha sottolineato come le cifre statistiche contraddicano i luoghi comuni sulla migrazione. Il convegno si è concluso con gli interventi di Porrello, Arci locale e Croce rossa italiana.

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