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Il Papa a Civitavecchia: il ricordo di Pino Maggi

Il Papa a Civitavecchia: il ricordo di Pino Maggi

CIVITAVECCHIA – “Una soddisfazione grandissima. Un qualcosa che sicuramente non dimenticherò mai”. Anche il giornalista Pino Maggi ricorda con emozione quel 19 marzo 1987, quando Giovanni Paolo II venne in visita a Civitavecchia. Una giornata organizzata in ogni minimo dettaglio, senza lasciare niente al caso. A quell’epoca il giornalista era a capo della segreteria del sindaco Fabrizio Barbaranelli che lo indicò come punto di riferimento sul territorio alla segreteria vaticana, a sua insaputa. “Me lo disse a cose ormai fatte – ricorda Maggi – un giorno, qualche giorno prima di Natale, si presentò in ufficio e mi disse che il 19 marzo sarebbe arrivato il Papa in città. Ed io avrei dovuto occuparmi dell’organizzazione. Per fortuna insieme a me c’erano persone come Marcello Simoni, ma anche Fabrizio Tassi e Paolo Di Bartolo, la cui collaborazione risultò preziosa. Ci fu affidato davvero un grande compito: e la preoccupazione era tanta”. Il tempo è disposizione era pochissimo e le cose da fare tante. A partire dal cerimoniale: già quello era piuttosto impegnativo. Per non parlare di tutte le questioni tecniche, dei lavori da svolgere in tempi record, delle persone da coinvolgere. “I contatti con il Vaticano erano praticamente quotidiani – ha spiegato Maggi – ma con dedizione ed un grandissimo impegno abbiamo affrontato tutto nel migliore dei modi. Quella giornata fu perfetta. Non accadde nulla di imprevisto. Tutto andò secondo le previsioni. Certo, ricordo che per lo stress al termine della giornata, dopo la messa a viale Garibaldi, avevo la febbre a 38”.

Un’avventura, secondo il giornalista, che ha avuto quasi del  miracoloso per come è stata gestita la preparazione e l’organizzazione e per come poi si è svolta effettivamente la giornata. Soprattutto considerando i tantissimi appuntamenti del Papa che in una sola giornata ha visitato diverse realtà cittadine, a partire dalla centrale Enel e dal porto, per poi immergersi nella folla tra largo Plebiscito e viale Garibaldi. “Mi colpì in modo particolare la fortissima emozione del sindaco Barbaranelli quel giorno – ha ricordato ancora Maggi – e poi l’impatto straordinario con la gente, il carisma e la personalità di Giovanni Paolo II. Tutto questo rimarrà per sempre scolpito nel cuore”.  

Quando i riflettori si sono spenti ed il Papa lasciò Civitavecchia, Maggi e gli altri tirarono un sospiro di sollievo. Convinti però di aver svolto un ottimo lavoro. Certo, che se un evento del genere dovesse presentarsi oggi, con le stesse tempistiche, probabilmente i risultati non sarebbero gli stessi.

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