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Ladispoli: Tari alle stelle nel 2017

LADISPOLI – Non è ancora giunta in consiglio comunale, ma la Tari 2017 non promette niente di buono almeno stando alle stime che stanno circolando in questi giorni.
Dopo un minimo abbassamento del 5 % medio nel 2016 la TARI nel 2017 potrebbe scendere solo di qualche punto percentuale restando ancora ben più alta da quando a Ladispoli si effettuava la raccolta dei rifiuti classica. Dai 6 milioni di euro del pre differenziata la TARI nel 2016 era ancora a 8 milioni di euro, rispetto agli 8,4 milioni del 2015.
Seppur nei mesi scorsi sono stati sbandierati livelli di raccolta differenziata superiori al 75% (anche se al momento l’ultimo dato ISPRA dà come valore il 58%) i costi di conferimento dei rifiuti non riciclabili nel 2017 sarà di poco inferiore a quello del 2016. Il comune ha infatti impegnato per la ditta Massimi un importo di 1.346.478,19 euro per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati rispetto a 1.550.000 euro del 2016. Si tratta di una riduzione di circa 200.000 euro, che andrà ad incidere sulla quota variabile della tariffa. Tenendo fermi i costi fissi, che non variano in funzione dell’immondizia raccolta, la riduzione di 200.000 euro rispetto agli 8.000.000 di euro del 2016 rappresenta una diminuzione del solo 2,5%.
A tre anni dall’avvio della raccolta differenziata quindi Ladispoli spenderà ancora 1,8 milioni di euro in più rispetto al 2014, quando i rifiuti si raccoglievano tutti insieme. Il dato è allarmante considerando che dal 2013 al 2015 la quantità di rifiuti complessiva prodotta dai ladispolani ha un trend di diminuzione. Si è passati dalle oltre 25.000 tonnellate alle 22.000 tonnellate. Se la quantità complessiva dei rifiuti è diminuita non sono diminuite le tariffe ancora del 30% più alte rispetto al 2014.
I sacrifici di differenziazione dei rifiuti inoltre andrebbero quasi a completo beneficio della ditta appaltante. Se infatti i ladispolani miracolosamente non producessero più indifferenziato e umido, se non vi sarebbe più sfalcio da raccogliere e se le strade non si sporcassero, i cittadini riuscirebbero a risparmiare ulteriori 1,3 milioni di euro ed il conto complessivo sarebbe comunque superiore alla cifra che si spendeva prima della differenziata.
Vi è invece come contropartita il fatto che la plastica, il vetro e la carta prodotta e differenziata dai cittadini viene venduta non dal comune, ma dalla ditta appaltante, che ne ricava un guadagno. Oltre ai costi dell’appalto, che ormai ha sforato con tutte le integrazioni i 5 milioni di euro, la ditta incassa quindi anche i proventi della vendita del materiale riciclato.
Si attende ora il passaggio in consiglio comunale della TARI, ma le stime e gli impegni di spesa di questi giorni non lasciano presagire nulla di buono.

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