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''È tutta colpa di Pascucci''

di TONI MORETTI

CERVETERI – Certo, adesso è ufficiale. Alessio Pascucci è proprio un “ragazzaccio”. Un dato penso sia univoco e inconfutabile. Chi meglio ha saputo interpretare i canoni della nuova politica, chi meglio in una città complessa e incancrenita da vecchie logiche sempre uguali proprietari di un “Banco” che vinceva sempre, ha trovato il modo per farlo saltare, è proprio lui. Non ha mai condotto guerre personali contro qualcuno ma al contrario, con il suo modo di governare, a volte spregiudicato, a volte coraggioso, che produceva una nuova visione e un nuovo modo di interpretare il bene della città, ha preoccupato non poco chi vedeva compromesse le sue rendite politiche e più passava il tempo e più si preoccupavano perché si accorgevano che per effetto delle novità proposte dai nuovi percorsi, la gente voleva essere più partecipe, chiedeva più responsabilità, più partecipazione e sempre più mostrava insofferenza ad essere manipolata dai vecchi “capi bastone” della politica che per effetto di ciò, si svuotavano sempre più del loro antico potere. Il Banco è saltato alla vigilia di queste elezioni. Nell’illusione che tutto fosse come prima, costoro hanno messo in atto le vecchie tecniche sodali con l’ansia delle novità che trovavano per strada e spinti dalle insicurezze crescenti, sono andati nel pallone, sfoderando il peggior repertorio possibile e qualcuno anche al limite della decenza. Basti pensare cosa ha sfoderato quella parte antica del Partito Democratico, che costringe i dirigenti provinciali e regionali ad una riflessione. Basti vedere i mille rigagnoli della destra o centro destra che sfodera una coalizione al giorno con pezzi, liste e candidati a sindaco che sopravvivono come in sella al toro impazzito delle giostre. Persino la nobiltà ha dovuto scendere in campo in prima persona dispensando titoli aristocratici a commercianti e contadini nella speranza di creare una rete di nuovi vassalli perché i vecchi non la garantiscono più, impegnati come sono a sedersi su una sedia coi braccioli rotti ma che abbia almeno le gambe che reggano.  E la disperazione ha del freudiano quando il segretario del Partito Democratico gestisce una pagina che ha chiamato: “E’ tutta colpa di Pascucci”, quasi a dire: ”Se siamo implosi, è tutta colpa di Pascucci”.

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