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Tre donne romane denunciate per tentata truffa aggravata al Comune

Tre donne romane denunciate per tentata truffa aggravata al Comune

Sostenevano di aver trovato tre cani randagi sul territorio, risultati invece abbandonati a Roma; raggiro sventato dalla Polizia locale. Il comandante Marco Scarpellini: «A conti fatti il mantenimento degli animali per quindici anni di vita media avrebbe procurato un danno di oltre cento mila euro»

di TONI MORETTI

CERVETERI – La Polizia locale ha sventato, alcuni giorni or sono, un tentativo di raggiro ai danni del Comune di Cerveteri. Tre signore di circa quaranta anni di Roma, probabilmente fingendo di essersi recate a Cerveteri per una gita di piacere, telefonano alla Polizia locale dicendo di aver trovato tre cani, probabilmente abbandonati, dicono loro, e che attendevano un intervento di chi di competenza. La Polizia locale, predispone un intervento congiunto con le guardie zoofile e le due pattuglie, con la delegata del sindaco  alle politiche agli animali Adelaide Geloso, si recano nel luogo segnalato. Da subito c’è qualcosa che non convince gli operatori. C’è qualcosa che non quadra e insospettisce nel loro racconto. Quindi un paziente lavoro di ricerca sui social tra gli amici degli animali, permettono di individuare i tre cani come trovati a Roma. 
Intanto i tre animali sono stati messi in sicurezza, in attesa che vengano adottati dalla città di competenza. Cosa avrà portato le tre signore ad affrontare un viaggio in macchina, con tre cani a bordo per venire a Cerveteri e organizzare la sceneggiata del ritrovamento sul nostro territorio beccandosi tra l’altro una denuncia per tentata truffa aggravata ai danni del Comune di Cerveteri? Perché? Semplice. Un cane ritrovato deve essere per forza adottato dal Comune cui appartiene il luogo del ritrovamento. «A conti fatti – dice il comandante della Polizia locale Marco Scarpellini – venendo a costare il mantenimento di un cane circa 2500 euro all’anno, moltiplicando la cifra per il numero degli animali, tre per quindici anni di vita media dell’animale, si sarebbe procurato un danno al Comune di oltre centomila euro». Viene spontaneo chiedersi: “Ma il beneficiario del secondo passaggio chi sarebbe stato?”

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