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Terra e mare, lotta a chi inquina

Terra e mare, lotta a chi inquina

Fiumicino. Sotto i riflettori della Guardia Costiera finiranno anche le discariche abusive. L’obiettivo del 2017 è quello di educare e reprimere: nel mirino chi sporca. Prevista anche un’azione di informazione nelle scuole di primo grado

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO – L’obiettivo del 2017 non sarà solo reprimere ma educare. Non c’è modo efficace di contrastare l’azione inquinante se non si parte dalla consapevolezza che sporcare crea un danno a noi stessi. E’ quanto uscito dalla conferenza stampa  sui risultati della 4ª Campagna Nazionale di Tutela Ambientale, effettuata ieri mattina  presso la sede della Capitaneria di porto di Roma a Fiumicino, il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, alla presenza del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Vincenzo Melone.
Il fenomeno delle discariche abusive – e più in generale dello smaltimento dei rifiuti, anche pericolosi, soprattutto  in zone costiere protette –  è una piaga che il Corpo della Guardia Costiera metterà nel mirino per tutto l’anno.
Le nuove strategie di intervento infatti, su indirizzo del ministro, prevedono che oltre alla normale routine della Guardia Costiera, tutte le unità rivolgano i propri sforzi a un obiettivo comune, in modo da ottimizzare l’impegno e massimizzare i risultati. 
Se la prossima campagna sarà di educazione ambientale, quella appena terminata è stata incentrata sul contrasto agli scarichi illeciti in mare di diversa natura, connessi sia ad insediamenti civili che industriali. 
Sono stati 1.200 i controlli eseguiti dai militari della Guardia Costiera con l’impiego delle componenti aeronavale e subacquea, e dei Laboratori Ambientali Mobili del Corpo; attività da cui sono scaturite 675 notizie di reato e il sequestro complessivo di 480.000mq di aree illecitamente occupate; 750 le persone denunciate, 6,5 milioni di euro le sanzioni amministrative elevate, 60 le tonnellate di rifiuti sequestrate e 1.200 le navi ispezionate. Le infrazioni accertate hanno consentito di testare gli «ecoreati», con la contestazione delle nuove fattispecie di reato: in 84 casi si è applicato il reato di inquinamento ambientale, in 4 quello di disastro ambientale, in 9 il reato di delitti colposi contro l’ambiente, in un caso quello di impedimento al controllo, cosi come in una occasione il reato di omessa bonifica. Sono state inoltre impartite 58 prescrizione a seguito dell’accertamento dei reati contravvenzionali.
Questi dati, a testimonianza del fatto che le denunce poi arrivano alla fine, e chi deve pagare paga. 
La nuova tipologia di «reati ambientali», infatti, fa diventare estremamente rischiosa l’aggressione all’ambiente, anche se fatta per superficialità e incuria piuttosto che per profitto.

“LO STATO ITALIANO C’È” – «Ringrazio – ha detto il ministro Gian Luca Galletti –  le donne e gli uomini del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera per questo lavoro, che ha portato risultati molto rilevanti sotto tutti i punti di vista: i dati confermano da un lato che lo Stato sta dando la caccia senza risparmio a chi inquina il nostro mare e le nostre coste, dall’altro che sul raggiungimento degli standard di qualità ambientale delle acque marine pesa ancora troppo l’inciviltà di quanti considerano l’ambiente un bene sacrificabile. 
Questa campagna – ha aggiunto Galletti – è estremamente importante anche perché ha mostrato che gli ecoreati, vera conquista di civiltà per questo Paese, sono entrati nella quotidianità del contrasto ai fenomeni criminali verso l’ambiente».
Poi un messaggio finale a che tenta di violare le regole, rinvolo sia alla criminalità sia ai troppi menefreghisti che albergano nel nostro Paese: «Lo Stato c’è, la Capitaneria vigila».

INAUGURATO IL LABORATORIO ANALISI – E’ stato inaugurato il Laboratorio di Analisi Ambientali della Guardia Costiera, intitolato al Capitano di Fregata Natale De Grazia, scomparso nel 1995, al quale è stata conferita la medaglia d’oro al merito di Marina quale figura dallo spiccato acume investigativo che, collaborando con la Procura di Reggio Calabria, ha condotto complesse investigazioni ambientali nel settore dei traffici illeciti operati da navi mercantili. Il nuovo Laboratorio integra lo strumento operativo del Corpo a supporto dell’attività investigativa condotta dai propri Comandi sul territorio nazionale, ampliandone le capacità analitiche.

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