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Pronta la variante generale al piano regolatore

Pronta la variante generale al piano regolatore

Entro fine aprile andrà in Consiglio comunale per l’approvazione. Previsti una serie di  incontri con i cittadini per la raccolta di eventuali suggerimenti Pascucci: «Uno strumento urbanistico che prevede uno sviluppo armonico della città»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Entro fine aprile portata per l’approvazione in Consiglio comunale la variante generale al piano regolatore e come consuetudine cominciano gli incontri itineranti di Sindaco e giunta per illustrala ai cittadini e raccoglierne eventuali ulteriori suggerimenti. Mercoledì 29 marzo sarà fatto ai Terzi e tante altre date sono predisposte in calendario per toccare tutto il territorio. La cosa, a nostro avviso, che ha scatenato maggiormente ed acuito l’odio nei confronti del sindaco Pascucci, è stata la preparazione di questo strumento urbanistico. Ha messo in allarme quei potentati sdraiati da quaranta anni sulle rendite, latifondisti e costruttori protetti da una classe politica che come soldati, nel senso più prosaico del termine, le hanno protette, permettendo l’accumulo di fortune a danno del territorio, dell’ambiente, di una città alla quale è stata negato il suo diritto di crescere in modo armonioso, secondo le sue caratteristiche e le sue attitudini, In effetti la variante generale è da considerarsi a tutti gli effetti, il nuovo piano regolatore. Già dalla presentazione delle linee guida, corroborate da incontri itineranti fatti da sindaco e giunta sul territorio, alla partecipazione, a volte entusiasta della gente, che dava suggerimenti, accolti e riportati nella stesura finale, ha alterato gli umori. In fondo, come si permetteva questo, di mettere mano ad un tabù. Far  partecipare la gente che mai avrebbe dovuta essere interessata a certi temi. Interrompere una filiera che trasformava in richiesta di favori dei diritti, a volte, che dovevano così passare per l’assessore di turno e dalle complicità burocratiche. Assurdo. Mai nessuno si era permesso, nel presentare una carta toponomastica del territorio e dire: «Vedete questa linea? E’ una linea retta. Non segue i confini delle proprietà dei terreni, ma segnala, indipendentemente da questi, fin dove bisogna concentrare sviluppo e servizi per una crescita omogenea della città». Ops!, e quando al di fuori di quella linea retta rimangono fuori  latifondi dei soliti noti e di converso, all’interno rientrano piccoli appezzamenti di tanti piccoli proprietari che verranno incentivati a mettersi insieme e fare anche delle proposte di concerto col comune, è scoppiato il finimondo nel mondo della politica tradizionale.   Dice Pascucci: «E’ uno strumento che ha tenuto conto dei bisogni anche programmati per una eventuale crescita demografica, che razionalizzerà la viabilità cittadina legando sempre di più le frazioni ad un concetto unitario di città».

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