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Unilabor paga parte degli stipendi ai lavoratori

Unilabor paga parte degli stipendi ai lavoratori

La società definisce come "la peggiore delle beffe" la diffida dell'amministrazione comunale, alla quale ricorda le fatture non ancora pagate e dei contenziosi tutti da definire. E al Pincio attribuisce le colpe degli attuali problemi alla base della vertenza per l'affidamento dell'appalto. Giangrasso: "La nostra società è stata danneggiata da atti illegittimi e strumentali". Lunedì alla Compagnia portuale l'assemblea dei lavoratori  

CIVITAVECCHIA – Una vertenza irrisolta, con uno scaricabarile continuo e con un futuro sempre più incerto. L’appalto delle pulizie del Comune, con i tanti dubbi della nuova gara e le troppo situazioni irrisolte con la società Unilabor che il 31 marzo dovrebbe passare il testimone alla Sgm-Scala Enterprice, è un rompicapo. Ed i lavoratori interessati sono quelli che rischiano di rimetterci ancora. 

Dopo l’intervento di ieri dell’amministrazione comunale che ha diffidato formalmente la società al pagamento degli stipendi, Unilabor ha adempiuto già parzialmente, inviando a tutti i lavoratori un acconto ed impegnandosi ad erogare il saldo a stretto giro, “pur avendo un credito ingente – ha spiegato il rappresentante Claudio Giangrasso – pur avendo dato fiducia a promesse e accordi mai mantenuti, pur danneggiata da atti illegittimi e strumentali, pur avendo di fronte un interlocutore il quale sta dimostrando di avere come unico obiettivo lo scarico delle proprie responsabilità su un soggetto incolpevole. E ci auguriamo, o forse illudiamo, che questa amministrazione, dopo le numerose, motivate e legittime diffide ricevute, faccia altrettanto”. Giangrasso continua a difendere l’operato della società, “che non si è mai sottratta alle proprie responsabilità”, ma torna a puntare il dito contro l’amministrazione comunale, che con il suo atteggiamento ha portato la vertenza a questo punto. Parla di “diffide artatamente emesse in merito all’adempimento di obbligazioni, ma l’amministrazione – ha aggiunto – si dimentica di rispondere alle numerose diversamente ma legittimamente ricevute in seguito al reiterato, ingiustificato e palese mancato adempimento delle proprie. Per la questione pagamenti, il Comune ha riferito che, a tutela dei lavoratori, si è imposto il blocco totale. Tanto che le fatture non vengono nemmeno registrate sul sistema elettronico ma respinte. Dimenticando, forse, tutte le volte che, in passato, Unilabor ha creduto alle promesse da marinaio che frequentemente riceveva, procedendo ad adempiere le proprie obbligazioni. Può essere questa, in uno stato di diritto, una soluzione? Peraltro, ma solo a titolo di cronaca, sia noto che l’amministrazione ha intuito un nuovo modo per pagare le fatture, ovvero imputando, illegittimamente e pretestuosamente una quantità significativa di addebiti, per un totale, nel solo mese di Dicembre, corrispondente a quasi il 100% dell’importo dovuto. Sostiene anche, l’amministrazione, di aver pagato nei mesi scorsi somme sufficienti per coprire gli stipendi. Come se l’appaltatore – ha ribadito il responsabile di Unilabor – lavorasse solo per quello e dimenticando che, pagare il dovuto non è un vanto, e che questo dovrebbe avvenire ogni mese, non ogni tanto. Per cui ad oggi, oltre alla mensilità di dicembre quasi interamente trattenuta per presunti disservizi dal 2013 (2013!), è ampiamente scaduta anche quella di gennaio, e tra qualche giorno scadrà anche quella di febbraio. Insieme ad altre somme pregresse. Insieme alle somme che il tribunale non ha liquidato per i motivi di cui sopra imputabili esclusivamente al comune. Cosa intenda fare questa amministrazione, al di la delle dichiarazioni, se pur pubbliche anche mezzo stampa, dei suoi funzionari, non ci è dato sapere”. 

Giangrasso è quindi entrato nel merito dell’assegnazione dell’appalto, convinto che “i danni fin qui prodotti dalla procedura, che certo non può essere chiamata gara – ha spiegato – derivano unicamente dalle comunicazioni, o atti, pubblicamente disponibili, messi in atto dall’amministrazione. Basti pensare che il taglio di circa il 50% delle ore sull’affidamento del tribunale, insieme al credito che Unilabor ha nei confronti dello stesso, sono unicamente la conseguenza delle comunicazioni, errate e fuorvianti, dell’amministrazione la quale, in atti ufficiali, ne ha riconosciuto la responsabilità. A questo si aggiunga quanto sta avvenendo per la parte rimanente della commessa, che oggi occupa 75 persone, alle quali probabilmente aspetta un ulteriore taglio occupazionale, completamente dovuto alla volontà del committente, esposta in sede di “gara”, di procedere in tale direzione”. 

Unilabor coglie quindi l’occasione per ringraziare tutti i lavoratori, le organizzazioni sindacali “e tutti coloro che – ha aggiunto Giangrasso –  in questi anni hanno pazientemente sopportato una situazione a volte tragica, con uno spirito collaborativo e costruttivo e nella consapevolezza di un contratto soggetto, purtroppo e per i motivi che si possono chiaramente intuire, a dinamiche sfuggenti. Nell’attesa, dopo che tutti i nostri tentativi di dialogo sono falliti, dopo tutte le richieste miseramente cadute nel nulla, nella più totale incertezza in merito al passato, al presente e al futuro di questi lavoratori e di questo appalto, l’unica certezza di oggi è la diffida con la quale il comune ci ha inviato ad adempiere. La quale, alla luce di tutto quanto sopra – ha cocluso Giangrasso – appare come la peggiore delle beffe. Forse pensando di avere di fronte un soggetto economico intenzionato a scappare con la borsa”.

Intanto lunedì alle 15, presso la sala della Compagnia Portuale, si terrà un’assemblea unitaria, organizzata dai sindacati insieme ai lavoratori, per stabilire la strada da percorre. Percorso che, per l’Ugl, “è quello di non toccare nessun paramtro ai lavoratori – ha spiegato la segretaria Fabiana Attig – l’appalto ad oggi è falsato perché completamente stravolto. Il 31 marzo, quindi, non si può fare il passaggio dalla vecchia alla nuova società, soprattutto perché manca ancora il certificato antimafia da parte della Scala Enterprice, elemento fondamentale per l’aggiudicazione dell’appalto”.   

 

 

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