Pubblicato il

''Da Vernace una trovata machiavellica''

''Da Vernace una trovata machiavellica''

L’assessore comunale Serena Rosati torna sulla questione ‘‘quote rosa’’ all’Università Agraria. «Le giunte devono avere una loro specifica formazione e funzione»

di ROMINA MOSCONI

 

ALLUMIERE – «Apro bocca e gli dò fiato e con ragione di merito e di metodo». Inizia così la risposta dell’assessore alla Scuola, Serena Rosati al presidente dell’Università Agraria di Allumiere, Pietro Vernace sulla mancanza di quote rosa all’interno della giunta dell’Università Agraria collinare.

«È il caso che il presidente Vernace cominci a studiare norme e cavilli che inevitabilmente troverà, strada facendo, nella sua nuova attività di presidente dell’Ente agrario. Attività che richiede soprattutto il rispetto delle leggi a essa assoggettate». «La questione delle ‘’quote rosa’’ nella sua giunta – dice la Rosati – non può essere liquidata con la semplice deduzione: ‘’Ho scelto i più esperti’’, oppure con la furbesca trovata di una ‘’giunta aperta composta di tutti e 12 i candidati’’. Questa machiavellica trovata, infatti, non esiste in nessun ordinamento giuridico amministrativo: le giunte hanno una loro specifica formazione e funzione amministrativa, sono soggette alle leggi che le regolamentano, sia nei Comuni piccoli che in quelli più grandi. Poiché l’Università Agraria, com’è noto, risulta Ente pubblico non economico anch’essa è vincolata alle norme e ai regolamenti sopra menzionati, nonché al proprio regolamento statutario».

«Per essere più chiari – spiega – il Consiglio di Stato, Sezione Quinta, con sentenza n. 406, emessa in data 27 ottobre 2015 e depositata il 3 febbraio 2016 ha confermato la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale Calabria (Catanzaro) con la quale ha riconfermato il carattere inderogabile della percentuale di ‘’quote rosa’’ nelle giunte comunali prevista dalla legge 56 del 2014, c.d. Delrio. Richiamando anche l’orientamento espresso con la sentenza 4626 del 2015, osserva che l’art. 1, comma 137, della legge n. 56 del 2014, a norma del quale ‘’Nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40% con arrotondamento aritmetico’’ costituisce un ineludibile parametro di legittimità delle nomine. Esistono quindi norme e sentenze giurisprudenziali che obbligano le amministrazioni e i loro rappresentanti all’ottemperanza senza fraintendimenti».

La Rosati chiude poi la sua missiva evidenziando: «Caro presidente lei già amministra l’Ente con la totale assenza di opposizione, caso unico per il nostro Paese; inoltre, nel caso specifico, elude le norme più elementari del diritto amministrativo sulla rappresentanza di genere. Se permette la toppa messa nel suo recente comunicato stampa è peggio del buco».

ULTIME NEWS