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Hcs, concordato in alto mare: chiesta una proroga

Hcs, concordato in alto mare: chiesta una proroga

Annunciati esposti in Procura da parte di alcuni creditori per la sottrazione dei contratti di servizio, che ad oggi fino alla scadenza valgono 860 milioni. Nel piano troppi dubbi e discrepanze tra i dati forniti da Micchi e quelli dei fornitori. Spunta un dipendente che rispetto ai 30.000 euro indicati dall’azienda vanta un decreto ingiuntivo da mezzo milione. I commissari vorrebbero spostare il voto da inizio maggio a giugno

CIVITAVECCHIA – Concordato Hcs nel caos, i commissari costretti a richiedere una proroga al giudice. Il voto dei creditori sarà spostato con ogni probabilità da inizio maggio a metà giugno.
Il superliquidatore Micchi, infatti, pare non aver preparato una situazione contabile propriamente ineccepibile. Tralasciando il fatto, come riportato da La Provincia tempo fa, che agli atti risultano due bilanci provvisori con risultati sostanzialmente diversi, dopo aver impiegato quasi tre anni a compilare la tabella dei debiti verso fornitori, dipendenti ed Erario, sembra che il lavoro debba essere praticamente rifatto da capo.
I commissari giudiziali, infatti, si rendono conto che ogni giorno che passa gli fornisce un nugolo di dubbi e problemi sulle indicazioni fornite dalla società attraverso il famigerato piano di concordato. I debiti indicati da Micchi non sembrano, infatti, corrispondere ai dati forniti dai creditori. Tra i casi più eclatanti quello relativo ad un lavoratore dipendente per il quale HCS ha indicato un debito di poco più di 30.000 euro mentre invece – documenti del Giudice del Lavoro alla mano – questi ammonterebbero ad oltre mezzo milione.
Insomma il caos sembra regnare sovrano. Tanto che i commissari giudiziali, chiamati proprio a verificare la congruità di quanto indicato da HCS, si siano detti non in grado di esprimersi. Da qui la richiesta di una proroga per l’assemblea dei creditori da spostare di almeno un paio di mesi. Il Giudice, rendendosi conto della situazione estremamente critica, si sarebbe già detto disponibile ad un rinvio di circa un mese.
Se non bastasse, altre dense nubi si prospettano all’orizzonte. Il fatto che il Comune intenda sottrarre ai creditori l’asset di maggior valore, ossia i contratti di servizio (dal valore attuale stimabile in circa 860 milioni di euro, trattandosi di un affidamento con 43 anni residui per circa 20 milioni l’anno), così come prospettato con una delibera della scorsa estate, non è sfuggito a molti creditori, che hanno annunciato di volersi rivolgere alla Procura della Repubblica per chiedere se l’operazione effettuata dall’Amministrazione Cozzolino sia corretta o meno. 
Certo, l’iniziativa di sottrarre «tali attività» alla procedura aprirebbe scenari imprevedibili. C’è da dire che tale condotta è però ancora potenziale. E’ stata indicata nella delibera precedente come evento futuro al momento di costituire la Newco. Certo che se i consiglieri comunali dovessero effettivamente votare la sottrazione dei contratti di servizio ad HCS ed ai suoi creditori (per assegnarli alla New co.), se ne vedrebbero delle belle. 
In molti dubitano che i consiglieri comunali trovino la forza  e la convinzione di alzare la mano, dinnanzi alla possibilità di essere chiamati a rispondere di danni per decine di milioni di euro e di condotte che potrebbero interessare giurisdizioni diverse rispetto a quella civile e contabile.

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