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Melilli a Maugliani: "Niente simbolo Pd alle amministrative di Cerveteri"

Melilli a Maugliani: "Niente simbolo Pd alle amministrative di Cerveteri"

Il segretario regionale in una lettera al suo provinciale esprime perplessità e una severa critica per quanto avvenuto al circolo locale  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Non più tardi di qualche giorno fa, Alessandro Gnazi, ex segretario del circolo PD di Cerveteri, che ha perso un congresso tutto da decifrare, con un risultato di parità che si regge per poter fare maggioranza in direttivo sul solo voto del segretario, ha fatto rimostranze, producendo alcuni ricorsi e informando i segretari regionali e provinciali di quanto di anomalo ha ravvisato negli atti politici nei comportamenti prima del congresso, durante il congresso, durante le primarie e dopo le stesse, chiedendo una presa di posizione chiara per non compromettere ulteriormente l’immagine del partito. Puntuale, ieri trapela una lettera che il segretario regionale Fabio Melilli ha inviato a quello provinciale Rocco Maugliani, facendo più di una riflessione sul caso, e si perché ormai è diventato proprio un caso, Cerveteri.  «Ho seguito nelle ultime settimane le vicende del PD di Cerveteri – dice Melilli -.Ebbi modo già di evidenziare, nella riunione della direzione provinciale del PD, la mia non positiva impressione rispetto ad un tesseramento che, seppur condizionato dalla elezione del segretario del circolo, mi era sembrato frutto più dell’esasperazione della competizione interna che di un reale coinvolgimento di cittadini nella vita del nostro partito». Gnazi ha sempre sostenuto di volere interessare quella parte del partito aperta alla partecipazione attiva che non si avvicinava per alcune presenze a dir poco ingombranti, sia per atteggiamenti di combutta pseudo trasversali e per accordi basati su odi personali e ripicche soprattutto nei confronti del sindaco uscente, verso il quale Gnazi e i suoi sostenitori volevano aprire dialogo e confronto.  «Debbo dirti – continua Melilli –  che l’impressione ricavata ha avuto una conferma dalla decisione di  celebrare le primarie per il candidato sindaco. Ciò è avvenuto senza nemmeno avviare una riflessione sul rapporto che il PD dovrebbe avere con l’amministrazione uscente, il cui sindaco è stato candidato in una lista di centrosinistra nelle elezioni della città metropolitana, lista come sai, da noi ispirata. Data la sostanziale spaccatura del circolo PD mi sarei aspettato almeno un tentativo di ricerca di una sintesi che provasse a costruire, pur nelle diversità, scelte il più possibile condivise. Rispetto alle primarie poi, mi risulta che all’albo degli elettori si siano iscritti solo qualche centinaio di elettori oltre ai tesserati e questo non può non allarmare rispetto alla distanza del nostro partito dai cittadini di Cerveteri. L’ esito poi delle stesse mi pare davvero incredibile. Si sono recati al voto sostanzialmente la metà degli iscritti e, seppur da parte di circa metà dei componenti degli organi direttivi sia maturata la scelta di non parteciparvi, (fatto davvero originale) mi pare che le nostre primarie di siano celebrate nella totale indifferenza della comunità di Cerveteri.  Leggo dalla stampa e sui social, oltre che da alcune lettere che mi sono pervenute, che il direttivo è sostanzialmente diviso a metà e l’esito di questa vicenda mi pare già scritto.  In questa situazione, senza una sostanziale condivisione del percorso da compiere da parte di una larga maggioranza, credo che dovremmo riflettere sull’opportunità di esporre il simbolo del nostro partito al giudizio degli elettori. Ti chiedo quindi di seguire con attenzione la vicenda e suggerire a me e al pd regionale le scelte da compiere evitando per quanto sarà possibile, il rischio una marginalizzazione del PD che sarebbe dannosa anche rispetto ai futuri appuntamenti e verificando se esistono le condizioni per recuperare una sostanziale unità di intenti dei nostri dirigenti locali. Resto in attesa di tue indicazioni», conclude Melilli. Premesso che tale riflessione ha tutta l’aria di un suggerimento e che Maugliani trarrà conforto per fare la scelta più giusta per un partito che troverà un ruolo giusto e che gli appartiene senza trionfalismi, nel modo più chiaro per i cittadini. Il popolo Dem non aspetta altro di potersi identificare e raccogliere intorno a ciò che lo lega. Non odio ma accoglienza e solidarietà. Ora il colpo lo deve battere Rocco Maugliani e sarà una bomba o un mortaretto? 

 

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