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Politica e confusione: non è tutto oro ciò che luccica

di TONI MORETTI

CERVETERI – Ma è davvero tutto oro quello che luccica? Se si va in giro per la città, in quelli che notoriamente sono i punti politicamente sensibili e si parla delle trame politiche che i vari partiti, gruppi, veri e falsi protagonisti, veri e falsi detentori di potere di movimento di masse di voti e ti accorgi che le facce non esprimono realmente ciò che le bocche dicono.  E’ vero, qualcuno è campione del controllo per non farsi tradire dal linguaggio del corpo, ma è anche vero che non tutti ci riescono e quando ti accorgi che a bluffare sono in tanti, il bluff è poi scoperto. E’ credibile, secondo voi, che tutti dicano che quasi sono impegnati a contenere la gente che vuole candidarsi nelle varie liste quando poi, l’umore generale che si  registra è tutt’altro? Si ricava invece l’impressione che le varie separazioni e gli sfilacciamenti che ci sono tra i vari gruppi delle varie tendenze, incancreniti da vecchi contenziosi derivanti da passate scorribande dell’esercizio del potere che hanno reso antichi compagni di merende acerrimi nemici, rendono la ricerca e la disponibilità a partecipare mettendoci la faccia ormai una fatica stressante e spesso inconcludente. Peggio è poi quando i vecchi nemici ridiventano amici per le opportunità presunte che offrono nuove alleanze. Tutto si consuma a margine di ogni etica, di ogni morale, soprassedendo ad ogni naturale appartenenza culturale. E’ vero, la crisi della politica ha le stesse caratteristiche della crisi del tempo che viviamo. Regna anche in politica confusione di orientamenti, travisazione di concetti e di valori. Basti pensare a ciò che una parte del PD ha detto e fatto in nome della democrazia, riassumendo la stessa ad una questione puramente matematica chiedendo obbedienza e sottomissione a manifeste incapacità e a palese insipienza, che li ha condotti ad uno scontro frontale catastrofico ed  irrecuperabile da ogni possibile volontà da parte di chi comunque non è come loro e non vuole esserlo. Allora piano, la resa dei conti e le verità finali si avranno quando i tempi costringeranno alla presentazione delle liste. Quando si scoprirà se tutti quelli che oggi dichiarano di averle pronte e traboccanti saranno in grado di presentarle, e vedere con chi. E si potranno fare i riscontri se i candidati saranno tutti nuovi, appassionati e impazienti, pronti a mettersi al sevizio della gente per cambiare la città come ora tutti dicono. Ma a dirlo sono sempre loro. Volti noti da quarant’anni o loro parenti strettissimi. Si voterà l’11 giugno ma molto prima di quel giorno si potrà verificare se è veramente tutto oro quello che luccica. 

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