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Cerveteri in rete a I Terzi

CERVETERI – Come ogni anno, ripartono gli incontri pubblici di Cerveteri in Rete. Mercoledì 29 Marzo alle ore 18  si è avuto l’incontro presso la sala Parrocchiale  de I Terzi  dove si è svolto un confronto importante con la popolazione della frazione. Lo scopo è stato presentare la variante generale al piano regolatore sulla quale non si è fatto mistero di aver lavorato in questi anni  con un sistema inedito in questa città, cioè. raccogliendo e stimolando i suggerimenti dei cittadini, tutti quelli che sono stati presenti anche all’altra serie di incontri che Cerveteri in rete ha proposto prima della stesura dell’atto definitivo che è stato presentato in questa occasione. Erano ormai quaranta anni che non si era mai affrontata «la possibilità di apportare modifiche ad un piano regolatore generale che tutti definivano vecchio, obsoleto e fuori dal tempo, negando opportunità vere ad una città che le chiedeva e alle quali nessuno era riuscito mai a dare risposte». Dice Pascucci. Era infatti un piano regolatore ormai esaurito, cristallizzato su logiche che vedevano varianti alla bisogna che fatalmente, in forma non troppo velata, vedeva esaurire ogni volta bisogni personali dei pochi fortunati di turno che hanno realizzato sviluppi a macchia di leopardo arrivando al risultato di una città disarmonica, non certo bella, priva di centri di aggregazione sociale, di servizi che li rinforzassero,  con una tipologia urbanistica discontinua e con una viabilità che non segue dettami logici. L’unica perla, il centro storico, è stato visibilmente trascurato e maltrattato. Ma nell’occasione, sono stati affrontati anche problemi specifici della frazione, illustrando anche ciò che è stato fatto.  Si è parlato dell’acquedotto a I Terzi e del fatto che tra poche settimane, nella frazione arriverà l’acqua potabile, della scuola del borgo che è stata completamente ristrutturata. Si è illustrato cosa il comune ha ottenuto in cessione dall’ARSIAL, spazi che utilizzerà per servizi pubblici. Si è illustrato cioè quanto del “consideratelo già fatto” è già stato fatto. E’ inutile dirlo, è stata anche una occasione per ricordare, cosa e come si è fatto e con quale spirito, anche se può sembrare strumentale, visto che tutto avviene in spazi pubblici aperti a tutti e non in qualche casaletto privato aperto a pochi. Anche solo questo è uno stimolo a cambiare approccio culturale alla funzione di chi amministra il bene pubblico. Una chiosa su quanto insistentemente appare sui social quando si insinua che si tratta di campagna elettorale a spese dei cittadini. Ritengo che un concetto del genere sia fortemente strumentale e fuorviante perché di ogni azione bisogna esaminare la finalità e il come. Se chi lavora per una azienda deve fare un report del lavoro fatto, lo fa utilizzando del tempo pagato dall’azienda stessa e con materiali aziendali dei quali la stessa si dota, anche se dovesse servire a trarne il beneficio di essere rinominato nel consiglio di amministrazione. Una comunità ha il diritto di essere informata e purchè si faccia in trasparenza, in forma pubblica e aperta a tutti può e deve sopportare il costo di quanto serve. Naturalmente non si parla dei manifesti elettorali.

To. Mo.

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