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Esoterismo da principianti

Esoterismo da principianti

Monica Arduini, assistente del territorio per la Sovrintendenza: «All’interno della tomba etrusca cinque candele nere, un foglio di istruzioni e nessuna scritta sulle pareti». Il presidente di Sos Antiplagio Onlus Giovanni Ristuccia: «Si può escludere che tali segni riconducano a rituali sataneggianti; tutto fa pensare a giovani attratti dal fascino del magico e del proibito». Il direttore della Necropoli Rita Cosentino: «La nostra preoccupazione è  che le notizie di messe nere possano attirare nella zona gente indesiderata»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Si ridimensiona notevolmente lo scalpore suscitato dalla notizia che presunte messe nere e rituali satanici possano essere avvenuti in una tomba etrusca  sulla via degli Inferi, nell’area esterna della Necropoli di Cerveteri. A chiarire la vicenda la dottoressa Monica Arduini, assistente del territorio per la Sovrintendenza, molto presente alla Necropoli, che così descrive l’increscioso ritrovamento di oggetti esoterici: «Il ritrovamento da parte di due collaboratori del GAR è avvenuto sabato 18 intorno alle 17. Ho fatto il sopralluogo con loro e ho trovato cinque candele nere di cui tre intatte e due usate. Non si è certi che siano state usate sul posto perché sulla panchina non è stata trovata nessuna traccia di residui di cera. Abbiamo avuto l’impressione che siano state messe lì di proposito, giusto per dare una sensazione di questo tipo di utilizzo in questa tomba. Però dell’uso effettivo non ci sono prove. Poi è stato trovato un involucro, una busta che si presume contenesse le candele in quanto vi era la scritta che ne indicava il contenuto e persino il prezzo. E’ stato trovato anche un foglio in lingua spagnola dove si enunciava tutta la procedura per un rituale e gli elementi che  servivano. Da questo fogliaccio si desume quali dovevano essere e come gli elementi da utilizzare per poter effettuare un rito. Ma di fatto non si è avuta una corrispondenza su quello che è stato poi ritrovato». Arduini tiene a precisare di «non aver trovato tracce né di imbrattamenti né di scritte sulle pareti della tomba». «Ho predisposto – spiega – una relazione e il martedì successivo, giorno in cui potevo contare sulla presenza dei collaboratori del Gar, che hanno per primi fatto il rinvenimento, ho avvertito il comandante della caserma dei carabinieri di Cerveteri, il luogotenente Umberto Polizzi, che ha inviato una pattuglia con la quale si è ripetuto il sopralluogo anche nella zona antistante la tomba, dove l’unica ulteriore traccia che si è trovata è stato un involucro di un profilattico». Ma vi è di più. Se si fosse letto con attenzione il manuale ritrovato si sarebbe scoperto che il suo contenuto non era finalizzato all’invocazione del maligno ma ad allontanarlo. Sta di fatto che si è appurato che il manuale è un foglio dattiloscritto che induce a ritenere che sia stato stampato da internet. Certamente questi elementi sono collegati all’esoterismo ma di certo non si tratta né di messe sataniche né di evocazioni del maligno. 
Giovanni Ristuccia, presidente dell’associazione Sos Antiplagio Onlus, che da anni esercita un’opera di contrasto ai culti pseudo religiosi coercitivi e distruttivi ha dichiarato: «Dalle informazioni ricevute e dai reperti fotografici, si può escludere che tali segni conducano a rituali sataneggianti, denominati “messe nere” che comportano un rituale molto più complesso e articolato, che difficilmente si pratica in luoghi aperti dove c’è il rischio di essere sorpresi, mentre si praticano riti orgiastici o autolesioni sul corpo, anche perché sono lunghi, durano tutta una notte e per le loro regole non possono essere interrotti. Da quanto vedo – spiega Ristuccia – si tratterebbe invece  di un rituale magico esoterico, consumato presumibilmente in concomitanza dell’equinozio di primavera che corrisponde a una delle date magiche dove i cultori dell’occulto ritengono sprigionarsi energie magiche. A parte i ceri di colore nero, si intravede anche un opuscolo di rituali, segno evidente che si tratta di persone non molto pratiche di esoterismo. Anche le candele sembrano essere state poco usate e quindi si presume che il rituale utilizzato, il cui opuscolo sarà stato reperito su internet o in uno dei negozi a tema esoterico, sia stato di breve durata e alquanto semplice. Il luogo, un cimitero etrusco, determina certamente maggiore apprensione e maggior brivido del senso del misterioso e del magico. Il fascino del magico e del proibito fa tanta presa specialmente sui giovani in cerca di emozioni. Ma da qui a parlare di messe nere ce ne corre». 
Queste affermazioni dell’esperto portano a pensare che il fenomeno sia da ricondurre a qualche bravata giovanile che esclude completamente la presenza di sette sataniche nel territorio. 
Sconcertata anche la dottoressa Rita Cosentino, direttore  archeologo e direttore della Necropoli:  «Siamo veramente costernati che da un’area demaniale,  sotto la supervisione della Sovraintendenza e con la collaborazione di associazioni che si preoccupano di ripulire e portare alla luce nuove tombe etrusche che arricchiranno ulteriormente la già stupenda Necropoli, emergano certe notizie». Cosentino ringrazia per il lavoro dei carabinieri della Compagnia di Civitavecchia che collaborano con un’intensa attività di controllo per tenere la zona in sicurezza da eventuali saccheggiatori di tombe e per permettere quindi anche al personale di poter lavorare.  La dottoressa dà anche una interpretazione politica ai fatti dicendo che: «Il tutto avviene puntualmente in un periodo identico al passato. Anche alla vigilia di un’altra campagna elettorale infatti, si riparlò di fenomeni satanici che sarebbero avvenuti nelle tombe e richiamò addirittura il programma Striscia la Notizia. La nostra preoccupazione è che in questo luogo bellissimo, queste notizie disattente possano attirare nella zona gente indesiderata.Il nostro assiduo lavoro punta ad attrarre persone che in luogo accogliente possano serenamente immergersi nella storia degli Etruschi».

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