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Navettamento a pagamento per i crocieristi

Navettamento a pagamento per i crocieristi

Nonostante mesi di confronti, il porto cittadino era rimasto uno dei pochi nel Mediterraneo ad offrire il servizio gratuitamente attraverso Rct. È di ieri invece l’iniziativa dell’agenzia Medov che ha noleggiato il pullman da Port Mobility emettendo biglietti da 5 euro a passeggero per raggiungere poi largo della Pace. Dubbi sulla legittimità, tanto che l’Authority ha convocato per oggi una riunione per arrivare ad una soluzione definitiva VIDEO

CIVITAVECCHIA – Da ieri i passeggeri delle navi da crociera che hanno Medov come agente (in primis Costa Crociere e Pullmantur) per essere trasportati da sotto bordo a largo della Pace pagano un biglietto di 5 euro. Finora, nonostante mesi di confronti e trattative, il porto di Civitavecchia era uno dei pochi nel Mediterraneo ad offrire il servizio gratuitamente: Rct, il terminalista, si era infatti impegnato a noleggiare da Port Mobility, la società di servizi di interesse generale che ha in concessione il servizio di trasporto passeggeri in ambito portuale, una navetta ogni 1200 passeggeri (peraltro proprio questo rapporto, probabilmente da rivedere in senso migliorativo per l’utenza in almeno un autobus ogni 5-600 passeggeri, è uno dei nodi che sono stati illustrati nel recente Seatrade al neo presidente di Majo, dipendendo proprio dall’esiguo numero di navette messe a disposizione da Rct la maggior parte delle lamentele dei crocieristi sui servizi di terra del porto). Il prezzo fissato ed approvato dall’Autorità Portuale è di 550 euro a navetta. 
Da ieri, invece, un agente ha preso l’iniziativa e – evidentemente in accordo con la Rct che infatti ieri per la nave Pullmantur in sosta nello scalo ha noleggiato direttamente un solo shuttle per i passeggeri con disabilità, ai quali non è stato fatto pagare il ticket di 5 euro – ha emesso direttamente i biglietti per le navette, pagando a Port Mobility la quota dei 550 euro a pullman. Dal punto di vista della legittimità la questione ha destato subito non pochi dubbi: è lecito che un qualsiasi soggetto possa lucrare sulla semplice intermediazione di un servizio di interesse generale per l’utenza in ambito portuale rispetto al prezzo, approvato dall’ente regolatore, ossia l’Authority, applicato dal concessionario del servizio? La risposta è di non poco rilievo. Intanto per le cifre in ballo, visto che a fronte dei 550 euro pagati a navetta, l’agente, utilizzando lo stesso autobus per oltre 1000 passeggeri, ne può ricavare un guadagno anche di 10 volte tanto. 
Inoltre, c’è da chiarire se corrisponda al vero oppure no la possibilità (finora raccolta solo come un ‘‘si dice’’) che la stessa Rct possa beneficiare di un euro per ciascun biglietto. Ieri non è stato possibile rivolgere la domanda al general manager John Portelli, irrintracciabile. Ma certo è che anche questo aspetto dovrà essere chiarito. E il problema se lo è posto anche l’AdSp che per oggi ha convocato una riunione per arrivare ad una soluzione definitiva prima che, seguendo l’esempio della Medov, ogni agenzia inizi ad emettere propri biglietti per i passeggeri delle compagnie servite a Civitavecchia. A questo punto, infatti, appare necessario rivedere tutta l’organizzazione della mobilità ed il navettamento dei passeggeri all’interno dello scalo stesso, tra banchine, largo della Pace e a questo punto anche la stazione ferroviaria. È evidente che, qualora fosse messo in discussione il fatto che gli shuttle debbano continuare ad essere offerti gratuitamente ai passeggeri, la scelta più razionale sarebbe quella di addivenire ad un accordo tra Rct e Port Mobility, sotto l’egida di garanzia e di controllo dell’Authority, con il pagamento diretto del biglietto da parte del passeggero, uguale per tutte le compagnie e senza intermediazioni. Altre soluzioni, più o meno improvvisate, o frutto di tentativi di forzature o fughe in avanti, non farebbero che aprire altri fronti caldi all’interno dello scalo, in una fase in cui servirebbe invece un ritorno ad una maggiore serenità ed unità di intenti per difendere il sistema portuale nel suo complesso da una concorrenza che viene da altri porti ed alla quale sarebbe dannoso aggiungere anche conflitti interni allo scalo.

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