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Ladispoli: in arrivo 150 migranti

Ladispoli: in arrivo 150 migranti

di FABIO PAPARELLA

LADISPOLI – Ladispoli parteciperà al progetto Sprar. L’annuncio, fatto a mezzo stampa dal sindaco Paliotta a margine dell’incontro col Prefetto di Roma, è stato seguito da reazioni insofferenti da parte di alcuni cittadini e forze politiche. Tra queste ultime una posizione particolarmente dura è stata assunta dalla coalizione per Alessandro Grando sindaco, che nel proprio comunicato parla di “150 immigrati clandestini”, termine considerato improprio per definire rifugiati e richiedenti asilo. 
Ma appunti al sindaco Paliotta non giungono solo dall’opposizione. Anche all’interno della Giunta serpeggia qualche malumore su una decisione che sarebbe stata assunta senza una concertazione preliminare con tutta la maggioranza. 
Chi ha espresso senza censure il proprio disappunto, più che altro sul metodo con cui il sindaco Paliotta ha preso un impegno su questo tema, è l’assessore alle Politiche Sociali, Centri Anziani e Pubblica Istruzione, Roberto Ussia.
«L’amministrazione sul tema – ha premesso Ussia – si è già espressa in passato con una delibera di consiglio comunale (si riferisce alla mozione della consigliera Franca Asciutto approvata il 6 novembre 2015 n.d.R.) in cui ci si orientava su un progetto di accoglienza diffusa all’interno di nuclei abitativi privilegiando l’accoglienza di mamme con figli. Ma qui stiamo parlando di un progetto che dovrà essere presentato a settembre e che sarà responsabilità di chi ci sarà dopo.»
«Alla luce di questo – ha proseguito – credo sarebbe stato opportuno fare prima un confronto all’interno della maggioranza per valutare se era o no opportuno avviare un progetto Sprar, magari si potevano fare anche altre cose. Questo confronto non c’è stato. E’ stata una scelta del sindaco. Ci mancherebbe, rientra nelle sue facoltà, però in maggioranza non si è parlato di questo argomento. Assolutamente.» Un’obiezione sul metodo e sui tempi, più che una contrarietà a mettersi a disposizione dell’accoglienza. «Come comune di Ladispoli in termini di solidarietà e accoglienza abbiamo sempre dimostrato quello che siamo, – ha osservato Ussia – ma non è un argomento da calendarizzare oggi». E ancora: «Certo questo sarà un termine di confronto delle varie realtà che si vanno a presentare. Dovremo capire come gestire queste imposizioni della prefettura. Dobbiamo essere pronti a gestire questi flussi. Confrontiamoci e capiamo come farlo nel modo più opportuno. Ma un confronto – ha concluso – è assolutamente necessario.» Sulla reazione della coalizione che sostiene Alessandro Grando, invece, ci si limita ad osservare che anche il consigliere di Cuori Ladispolani risult essere stato presente e favorevole quando, il 6 novembre 2015, il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata da Franca Asciutto dal titolo «Mozione sul fenomeno dei migranti dai paesi in guerra, in emergenza economica o sotto dittatura».  Nella parte finale del testo della mozione (integrale al link consiglio comunale ladispoli 6 novembre 2015 ) si chiede agli organi competenti di «di non utilizzare per l’accoglienza a Ladispoli strutture recettive, edifici pubblici, o altre strutture, per non creare difficili ed incontrollabili aggregazioni di persone. Valutare forme di accoglienza che privilegino l’aspetto umanitario e sociale, verificando la disponibilità di famiglie di Ladispoli, di associazioni di volontari e degli istituti religiosi. Evitare i ricorsi ad organismi, enti o strutture del privato sociale che siano coinvolte in inchieste giudiziarie per comportamenti irregolari. Interessare il Governo e i Ministri competenti al fine di mettere in atto politiche di maggiore equilibrio relative ai fondi da destinare alla emergenza umanitaria, e a quelli da destinare ai cittadini residenti nel territorio ove si potrà attuare l’accoglienza».  A giudicare dalle dichiarazioni e dalle intenzioni espresse dagli attori politici di maggioranza del comune di Ladispoli, in concerto col comune di Cerveteri, effettivamente queste indicazioni cristallizzate nella mozione proposta dalla consigliera Asciutto sembrano essere state rispettate. Il comunicato del sindaco Paliotta parla espressamente di «accoglienza diffusa in appartamenti» e tratta l’argomento Sprar solo dopo aver riferito di aver comunicato al Prefetto le problematiche relative alle «carenza del personale comunale» e all’«insufficienza di fondi derivante dalla distorta applicazione della legge sul Fondo di Solidarietà». Per questa ragione, forse, nessun’altro esponente politico che sieda in consiglio comunale ha parlato di una decisione arbitraria del primo cittadino. Altro sarebbe metterne in dubbio l’infelice tempismo, sul quale non si può che concordare. Più opportuno sarebbe stato predisporre un progetto per la finestra in scadenza a fine marzo. Tuttavia sarebbe difficile motivare una simile scelta con la volontà di lucrarne in termini elettorali, vista la sua lampante impopolarità fra i cittadini. Certo è che questo sarà uno dei temi più caldi della campagna elettorale che ci si appresta a raccontare. L’auspicio, però, è che si possano mantenere, nel contempo, umanità e fredda lucidità.

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