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Emergenza freddo: assistiti 80 senza fissa dimora

Emergenza freddo: assistiti 80 senza fissa dimora

Si è concluso il protocollo invernale tra Croce Rossa Italiana, Comune e Comunità di Sant’Egidio e grazie agli sforzi congiunti dei volontari è stato possibile fornire un servizio d’aiuto a 360 gradi, le due associazioni chiedono una struttura operativa continuativamente. Petteruti: «Fornendo un pasto equilibrato tutti i giorni e un alloggio è migliorata la condizione di vita e ci sono stati pochi ricoveri in ospedale»

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Grazie al protocollo per l’emergenza freddo sono stati assistiti 80 senza fissa dimora.

Si è chiuso il periodo di emergenza dovuto alle basse temperature e la convenzione tra Comune, Croce Rossa Italiana e Comunità di Sant’Egidio ha consentito di coprire completamente i bisogni del territorio.

“Ci sono alcuni – ha spiegato il presidente Cri Civitavecchia Roberto Petteruti – circa una ventina, che non sono rientrati nell’alloggio più il pasto, ma è stata una loro scelta”.

Venerdì scorso i volontari di Cri e San’Egidio hanno partecipato ad un evento conviviale con gli assistiti. Un’occasione per conoscersi meglio ed umanizzare queste persone che troppo spesso risultano invisibili. “Abbiamo rilevato – ha aggiunto Petteruti – che fornendo un pasto equilibrato tutti i giorni e un alloggio è migliorata la condizione di vita, ci sono stati pochi ricoveri in ospedale e tutti i malanni di stagione sono stati assistiti. Con un’assistenza adeguata, quindi – ha evidenziato Petteruti – si va a sgravare il sistema sanitario e per certi versi il costo per lo Stato si riduce”.

Sandro Presutti, volontario della Comunità di Sant’Egidio ha invece sottolineato gli obiettivi raggiunti nel corso di questo inverno. “C’è stata – ha detto – un’umanizzazione e in questi tre mesi sono migliorati lo stato di salute, la vita sociale e l’interazione. Assistiamo un target di persone con un vissuto più difficile e la vicinanza, l’amicizia, la solidarietà, o anche solo chiamarli per nome, possono essere d’aiuto». Petteruti e Presutti sono d’accordo sull’esigenza di creare una struttura operativa in maniera continuativa «per far fronte – hanno aggiunto – a qualsiasi persona in difficoltà, sarebbe utile anche un servizio mensa”.

Rimangono comunque attivi i servizi offerti dalle due associazioni. Pasti, docce, aiuto, giri di monitoraggio e un rapporto di simbiosi tra volontari e senza fissa dimora ha permesso a Petteruti e a Presutti di concludere con soddisfazione: “Siamo riusciti a coprire tutte le esigenza con i fondi ed il nostro impegno. Ce l’abbiamo fatta”.

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