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Ladispoli, "Stecca servizi": il Comune garante della speculazione

Ladispoli, "Stecca servizi": il Comune garante della speculazione

di FRANCESCO SCIALACQUA

LADISPOLI – A Ladispoli scoppia il caso “Stecca servizi”. E’ questo il curioso nome assegnato alla lottizzazione concessa dal comune a degli artigiani in via Aldo Moro a Ladispoli.
L’incresciosa situazione capitata alle associazioni Animo Onlus ed Humanitas, che si sarebbero viste imputate dal comune la realizzazione di opere di completamento di una struttura comunale,  che invece spettavano da contratto ad una srl all’interno della quale vi sono amministratori comunali, rischia di allargarsi a macchia d’olio.
Andando infatti ad indagare nel merito, si scopre che il rinvio dei termini del debito di 49.900 euro della Centro Servizi Artigiani Srl è solo uno dei tanti privilegi concessi dall’amministrazione comunale a questa srl formata da 22 soci. Emerge infatti che il patrimonio che il comune dovrebbe acquisire al termine della convenzione di 60 anni è stato concesso dall’ente come ipoteca del mutuo contratto dalla Centro Servizi Artigiani srl. In sostanza qualora fallisse la Centro Servizi il comune perderebbe tutte le opere a lui destinate e realizzate per suo conto dalla società.
Un fatto che ha dell’incredibile considerando che questa operazione di fatto farebbe ricadere su colui che mette in affitto il bene, vale a dire il comune, buona parte del rischio d’impresa degli artigiani che hanno in affitto. Il fatto emergerebbe dalla delibera di consiglio 106 del 2012 e successivamente dalla delibera di giunta 115 del 2016, nella quale il comune concede autorizzazione alla società di rinegoziare il mutuo contratto nel 2007 dall’allora Cassa di Risparmio di Civitavecchia ora Intesa San Paolo. Se la Centro Servizi Artigiani Srl fallisse o comunque non onorerà il debito contratto, la banca diventerebbe proprietaria delle opere realizzate probabilmente compresa la struttura destinata al comune quale contropartita.
C’è inoltre un altro importante elemento che fa discutere in questa vicenda. Infatti la cosiddetta “stecca servizi” doveva essere un’area ad urbanizzazione secondaria a servizio dell’area artigianale. 
Vi si sarebbero quindi dovuti realizzare dei servizi a supporto della zona, come ad esempio una mensa per artigiani, un centro ricreativo, una palestra ecc. Ma nel corso del tempo la Centro Servizi Artigiani srl avrebbe tentato di affittare i capannoni realizzati ad attività commerciali ed artigianali. Un’operazione che viene confermata da un’intervento del consigliere Piero Ruscito in uno del consigli comunali sul tema. Ruscito afferma che: «Quindi vorremmo che venisse, poi magari troviamo la formula Presidente ascoltando anche il Segretario, io dico a parole quello che vorremmo fare, dove si asserisce che il tecnico comunale stabilisce il prezzo perché è sua competenza, e venga entro un periodo X, stabilite voi quanto, formalizzata una proposta d’acquisto reale con fideiussione bancaria. In quel caso l’amministrazione è sicura di fare una variante che va a modificare un aspetto economico importante, perché è chiaro che una stecca servizi, così come viene chiamata, con destinazione commerciale ha nettamente più valore rispetto alla stecca servizi che fino ad oggi ha prodotto solo guai. Questi ultimi sono sotto gli occhi di tutti, di alcuni ho anche copia, per esempio sono stati affittati dei locali per un uso che non è quello, ovvero ci sono delle attività commerciali che hanno dei locali, hanno chiesto la licenza commerciale, ed il Comune risponde giustamente che nelle more della approvazione della variante il parere purtroppo è negativo perché la destinazione è diversa. la destinazione che tra l’altro è riportata in catasto prevede uffici, servizi e soltanto un locale è commerciale. Quindi andiamo a togliere le castagne dal fuoco ad una società che probabilmente ha sbagliato ad affittare con destinazione diversa i locali ed ha messo in difficoltà le persone che hanno preso questi locali in affitto e sono un paio d’anni che non riescono ad ottemperare al loro impegno economico nell’arredare questi locali, nell’impiantare un’azienda senza avere una licenza commerciale». 
Come si legge, il comune si sarebbe prodigato per “togliere le castagne dal fuoco” alla Centro Servizi Artigiani srl cercando la via di una variante puntuale al piano regolatore, trasformando quelle zone in commerciale, al fine da concedere agli affittuari della Centro Servizi di poter aprire le loro attività. Una operazione che tra l’altro avrebbe fatto aumentare notevolmente il valore delle opere e del terreno. In tutto questo risulterebbe inoltre che la Centro Servizi Artigiani srl avrebbe portato a termine tutta la cubatura dalla quale poter ottenere un introito, mentre non sarebbero stati realizzati gli standard previsti dalla convenzione. Oltre all’oramai noto locale incompleto da consegnare al comune, all’inizio della salita di via Aldo Moro era prevista la realizzazione di un parcheggio a servizio dell’area artigianale. Come si vede dalle foto ancora oggi quella zona è un campo incolto recintato. Un altro parcheggio sarebbe dovuto sorgere nell’area in cima. Per di più i posti auto presenti lungo via Aldo Moro sarebbero completamente occupati da automobili da rottamare o in riparazione. Stessa cosa dicasi per il piazzale di fronte all’immobile del comune, utilizzato anche questo come parcheggio di rottami. Le foto a fianco sono state scattate di domenica. Nonostante la chiusura delle attività non vi sarebbero posti parcheggio liberi. Viene da chiedersi a questo punto dove sia l’utilità pubblica di una vicenda simile. Un terreno concesso senza alcuna gara ad una Srl nella quale figurano politici locali, destinata a servizio dell’area e divenuta a tutti gli effetti una sua estensione.  Il comune tra 60 anni otterrà quella zona anche se al momento si parla di possibile proposta di acquisto da parte degli imprenditori.

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