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Socialis: "Molto rumore per nulla, almeno per ora"

CERVETERI – E’ stato annunciato nei giorni scorsi la possibilità che i comuni di Cerveteri e Ladispoli aderissero al progetto SPRAR, progetto nazionale che riguarda l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, spalmati nei vari comuni d’Italia, progetto che, per le sue caratteristiche, per i tempi cavalcati da crisi economica e bisogno di sicurezza  e da un nuovo scenario di politica internazionale avviato dall’elezione di Donald Trump a presidente degli stati uniti, scatena i pregiudizi atavici su solidarietà e accoglienza scatenando polemiche da parte di chi, ragionando di pancia tocca a sua volta la pancia di chi si sente insidiato nel proprio posto di lavoro e non bene sostenuto dall’apparato di tutela sociale. Una considerazione arriva da Giuseppe Menasci, animatore del movimento politico Socialis Cerveteri. «Tempo fa, Socialis, in un articolo sugli immigrati, aveva scritto del possibile arrivo sul territorio cervetrano di un numero imprecisato di immigrati, di cui, molti, non provengono da zone di guerra, per cui, andrebbero rimpatriati a spese del paese di provenienza. Ricordato ciò, è doveroso, fare chiarezza su tutta questa faccenda. Le procedure legate allo SPRAR non sono esecutive attualmente sul territorio del comune etrusco, in quanto nella prima riunione tra il sindaco di Cerveteri e le istituzioni competenti che peraltro obbligano i comuni nell’accogliere queste masse di genti, fu chiarita la impossibilità del comune cervetrano nell’accogliere queste persone. Nel secondo incontro trattato dal sindaco e reso pubblico tramite gli organi di stampa locale, per tramite dell’assessore Cennerilli, ha sostanzialmente rimesso alla prossima giunta eletta, con le votazioni che avverranno l’11 giugno, la messa in opera di quanto previsto dal Ministero dell’Interno, per insediarli sul nostro territorio. Questo è quanto la giunta in carica ha fatto a riguardo, poi i voli pindarici ci portano lontano». A questo punto pongono due domande: «A due mesi e mezzo dalle elezioni, ma chi è quel politico che pratica scelte impopolari che comporterebbero enormi perdite di voti? E dopo le elezioni, qual è quel politico che rinuncerebbe ai 500 euro previsti a favore del Comune per ogni immigrato accolto sul proprio territorio, o alla possibilità di gestire cooperative che lucrano sulla pelle di questi stranieri, che oggettivamente rappresentano una nuova forma di sfruttamento del popolo africano?» E specificano la loro posizione a riguardo che è quella di «Pensare prima ai cittadini residenti già sul territorio, che dormono sotto i ponti, nelle macchine, che non hanno avuto alcuno aiuto dalle politiche sociali, per i motivi piu svariati, a nostro avviso mere scuse burocratiche!» «Per noi, lo Stato – spiegano – deve tornare sociale, assistenzialista e non ci vergognamo a dirlo, perchè i soldi dello Stato li versiamo noi cittadini italiani, e devono essere usati per i cittadini che ne hanno bisogno! Per noi gli immigrati devono essere aiutati al paese loro – concludono – con processi di pacificazione, costruendo e facendoli progredire sul loro territorio grazie alle capacità tecnologiche del continente Europeo, portarli qui senza dargli un futuro dignitoso serve solo ad ingrassare persone senza scrupoli».

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