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Ladispoli, verso l’approvazione un bilancio fatto di lacrime e sangue

di FABIO PAPARELLA

LADISPOLI – Fondo di solidarietà, tagli agli enti pubblici. Un cappio che rischia di strangolare i comuni del litorale costretti ad approvare un bilancio di sola matematica, senza spazio per una vera e ricca discussione politica sul modo in cui utilizzare le risorse. 
Così anche a Ladispoli si sta prospettando l’approvazione di un bilancio lacrime e sangue, con tagli importantissimi su settori molto delicati quali servizi sociali, istruzione e cultura. In giunta il documento è già passato ed ora, dopo gli emendamenti eventualmente proposti dai consiglieri, dovrebbe arrivare in consiglio. Ma i dati sono allarmanti.Innanzitutto va detto che il comune vedrà diminuire considerevolmente le proprie entrate. Si passerà dagli 85 milioni circa del 2016 ai 68 milioni del 2017. Ben 17 milioni in meno rispetto all’anno scorso e la prospettiva per il 2018 e 2019 è ancora più pesante. Si dovrebbe passare infatti a 63 milioni nel 2018 e 2019.
Queste le spese in relazione al 2016 nei vari settori: per quanto riguarda i servizi istituzionali, generali e di gestione il taglio sarà quasi del 50%. 
Si passerà dai 12 milioni ai 6,6 milioni di euro. Sul tema ordine pubblico e sicurezza invece è stato predisposto un aumento di circa 300.000 euro, circa un 10%, per arrivare nel 2017 a 3,1 milioniVa malissimo sul tema istruzione e diritto allo studio. Si passerà dai 4,7 milioni del 2016 ai 3,4 milioni del 2017. Un taglio netto di 1,3 milioni, pari a circa un quarto delle risorse.
Taglio del 20% circa anche sul settore tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali. La cifra, già esigua nel 2016, passerà a 471.000 euro nel 2017.
Praticamente azzerato il capito relativo alle politiche giovanili, sport e tempo libero. La spesa del 2016 era di 1,1 milioni di euro che passeranno nel 2017 a 52.000 euro
Lieve taglio anche sul settore del turismo su una cifra già esigua di 239.000 euro
Altro dimensionamento drastico riguarderà il settore Assetto del territorio ed edilizia abitativa. Qui si passerà dai 5 milioni del 2016 ad un solo milione nel 2017
Tagli del 20% anche sul settore Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente.
Si dimezza invece la spesa per trasporto e diritto alla mobilità. Va detto che in questa voce si è ottenuta una forte riduzione della spesa in virtù dell’appalto di trasporto pubblico integrato con il comune di Cerveteri, riconosciuto come esempio di buona pratica amministrativa in tempi di spending review. 
Invariata ed influente la spesa per soccorso civile pari a soli 15.000 euro.
Azzerati i fondi per il settore agricoltura. Lo stanziamento di 100 mila euro del 2016 è stato portato a zero nel 2017. Merita di essere trattato a parte il settore del sociale, sul quale nei mesi scorsi era già suonato più di qualche campanello d’allarme. Le risorse erano già state sensibilmente sforbiciate nel bilancio 2016. Ora viene messo in preventivo un ulteriore taglio. Passeranno da 2,8 a 2 milioni di euro. Un taglio al sociale di oltre il 26%, di circa 750.000 euro considerando soltanto la missione 12 (Diritti sociali, politiche sociali e famiglia). Assente durante il passaggio dell’atto in giunta l’assessore al sociale Roberto Ussia, che però non si dimette. 
«Non condivido la scelta politica di aver fatto tagli al sociale – ha dichiarato Ussia – tant’è vero che non avendola condivisa non l’ho neanche votata. Dimettersi? Non ha senso a due mesi dalla fine del mandato».
Di fronte a cifre così impietose anche i firmatari della delibera di giunta (il sindaco Paliotta e gli assessori Trani, Di Girolamo e Loddo) hanno fatto mettere a verbale una dichiarazione nella quale si fa presente che lo schema di bilancio di previsione 2017 viene approvato come atto dovuto di responsabilità, poiché altrimenti l’ente rimarrebbe ingessato, ma che la riduzione dei fondi statali e l’applicazione del fondo di solidarietà si traducono in un’ingiusta compressione dei servizi ai cittadini. 

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