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Traffico auto: è allarme al porto

Traffico auto: è allarme al porto

Partito ieri da Melfi un treno carico di Fiat Punto, 500X e Jeep Renegade diretto nello scalo di Gioia Tauro. Baldissara (Grimaldi) rassicura: "Mezzi destinati al Sud Italia e al Nord Africa, mercati non coperti da Civitavecchia che per noi resta strategica". Un campanello che dovrebbe comunque svegliare le istituzioni locali

CIVITAVECCHIA – Fiat Chrysler Automobiles, Grimaldi Lines e l’export di auto fabbricate nello stabilimento di Melfi, ad oggi con direzione Nord Africa e resto del Sud Italia.Attori ed un copione che Civitavecchia conosce bene, essendo il traffico auto quello che negli ultimi anni è riuscito a trainare il porto con numeri importanti.

Peccato però che questa volta sia cambiato un soggetto, fondamentale in questo caso. Ad entrare in gioco, infatti, è stato lo scalo di Gioia Tauro che cerca di rilanciarsi attraverso il traffico auto e che, secondo il Sole 24 Ore, si starebbe candidando a diventare porto di riferimento per le spedizioni delle vetture del gruppo Fca in America e in altri mercati internazionali. Martedì infatti, partito da Melfi, è arrivato alla stazione di San Ferdinando un treno lungo 550 metri, carico di Fiat Punto, 500X e Jeep Renegade. Le vetture sono state stoccate sul piazzale del porto in attesa di essere trasportate con camion bisarche verso il Sud Italia, su nave quelle che raggiungeranno le destinazioni estere. Della logistica si sta occupando Grimaldi.

Un segnale d’allarme per Civitavecchia? già a giugno dello scorso anno, fu il presidente della Cpc Enrico Luciani a preoccuparsi per l’acquisto da parte proprio di Grimaldi, di uno spazio considerevole nel porto di Gioia Tauro per la movimentazione proprio delle auto. 

«In realtà – precisa Costantino Baldissara, presidente di AutoMar Spa e Commercial, Logistics & Operations Director di Grimaldi Group – a Gioia Tauro arriveranno auto che resteranno a lungo sul piazzale, perché sono destinate al mercato del Sud Italia o al Nord Africa, comunque aree non coperte dall’export del porto di Civitavecchia, che rimane strategico per il nostro gruppo».

Così come essenziale è il ruolo che tutto il gruppo Grimaldi sta svolgendo per Civitavecchia e che sarebbe assurdo mettere in discussione, in qualsiasi modo, soprattutto in un contesto come quello attuale in cui sembra lontana qualsiasi prospettiva alternativa in grado di offrire lo stesso contributo in termini economici ed occupazionali al sistema portuale civitavecchiese.

Le notizie rimbalzate da Gioia Tauro, con un ritorno giudicato eccezionale dalle autorità calabresi, che vedono nel traffico delle auto un importante rilancio per lo scalo, hanno ovviamente suscitato non poco allarme a Civitavecchia.

Al momento sono in programma 2 treni a settimana che diventeranno 3 entro maggio e 6 nel breve periodo.

“Gioia Tauro deve mantenere il suo ruolo leader nel transhipment – ha commentato l’assessore regionale ai Trasporti e alla Logistica Francesco Russo –  e deve sviluppare la diversificazione competendo con i porti del Northern Range nel ruolo di porta terrestre di accesso/egresso delle produzioni e dei consumi italiani ed europei”. Una strada per rafforzare il porto nei collegamenti internazionali, configurandolo come hub automobilistico centrale per l’area del Mediterraneo. “L’arrivo del treno di nuovo a Gioia Tauro – hanno spiegato dalla Regione – ha dimostrato la piena sintonia e convergenza di tutti gli attori coinvolti che hanno operato ed operano sinergicamente, ciascuno per le rispettive competenze: Ministero Infrastrutture e Trasporti, Regione Calabria, Autorità Portuale, Blg (società che gestisce il terminal auto ndr), Mir, insieme a Rfi. L’evento segna il ritorno del trasporto merci su ferro a Gioia Tauro, dopo un lungo periodo di assenza”.

Bisognerà capire, in tutto questo, quale ruolo continuerà a giocare Civitavecchia, dove invece molte volte la presenza di Grimaldi, anziché essere ”incentivata”, a volte pare quasi sia da qualcuno addirittura solo “sopportata”. Un tema, questo si, sul quale la città intera dovrebbe essere pronta, come si dice, a “fare le barricate” affinché il porto sia confermato come hub di riferimento sul Mediterraneo Occidentale per un armatore leader nel ro-ro a livello mondiale.

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