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Luciani: "Occorre garantire spazi adeguati a Grimaldi"

Luciani: "Occorre garantire spazi adeguati a Grimaldi"

I vertici della Cpc hanno incontrato il presidente dell’Adsp Francesco di Majo affrontando varie problematiche. Per i portuali occorre rilanciare il settore dei container, affiancando un adeguato sviluppo infrastrutturale. Ed il presidente della Compagnia avverte: “Se non verrà rispettata la legge per la nomina dei componenti del comitato di gestione siamo pronti a presentare esposti” VIDEO

CIVITAVECCHIA – “Se oggi ci salviamo, a Civitavecchia, è perché c’è il traffico auto che ha garantito un’importante boccata d’ossigeno. Ma se anche questo verrà a mancare, o comunque subirà arresti, allora sarà davvero un problema”. Lo ribadisce il presidente della Compagnia portuale Enrico Luciani, alla luce della nuova scommessa sulla quale ha deciso di puntare il porto di Gioia Tauro, dove martedì è arrivato il primo treno carico di Fiat Punto, 500X e Jeep Renegade fabbricate da Fca  nello stabilimento di Melfi. Le rassicurazioni giunte da Grimaldi Lines sono importanti, ma non tranquillizzano al cento per cento i portuali. “È vero, come ha detto Costantino Baldissara, che viene servito un mercato diverso da quello coperto da Civitavecchia – ha spiegato Luciani – ma è altrettanto vero che occorre oggi più che mai mettere in condizioni Grimaldi di continuare a scegliere il nostro porto come hub di riferimento, non solo per la qualità dei servizi resi, ma anche per la possibilità di spazi a disposizione”. Su questo si gioca la delicata partita.

E di questo stamattina il presidente Luciani, accompagnato dal suo vice Patrizio Scilipoti, e dai vertici della Cilp Massimo Soppelsa e Fabrizio Poggi, ha parlato al numero uno di Molo Vespucci Francesco Maria di Majo, in un incontro a 360 gradi che ha toccato diverse tematiche. A partire dalla necessità di rendere produttivi quegli 11 ettari dell’ex cantiere Privilege: un’area bloccata al centro del porto che per la Cpc deve tornare nella disponibilità dello scalo.

Ovviamente i traffici devono essere supportati dalle infrastrutture adeguate. “Non abbiamo potuto non sottolineare il silenzio assordante sul mancato completamento della Civitavecchia/Orte – ha ribadito Luciani – le istituzioni sono assenti, e abbiamo ricordato a Di Majo che lui è il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, con una visione geopolitica che va al di là dei personalismi dei singoli territori”.

Senza un’arteria fondamentale come questa, lo scalo rischia di perdere terreno. E già le acque non sono delle migliori. “I traffici languono – ha aggiunto – nonostante paradossalmente negli ultimi anni abbiamo assistito all’espansione del nostro porto. La storicità si è persa nel tempo: la crisi delle acciaierie di Terni o il calo della produzione a Civita Castellana hanno pesato e non poco. E allora l’unica soluzione possibile è agire sui container. Siamo ad un passo da un mercato, quello di Roma, che consuma 1 milione di teus l’anno e ad oggi la banchina 25, l’ho sottolineato al presidente di Majo, movimenta un numero ridicolo di container: le stime per quest’anno sono al di sotto dei 40mila teus, di cui gran parte vuoti. Rilanciare il settore – ha aggiunto il presidente della Cpc – questa deve essere la nostra priorità, puntando sullo short sea shipping. Già arrivando a 300/500 mila teus, ancora la di sotto di quanto consuma Roma, si riuscirebbe a fare concorrenza non ai nostri porti italiani, ma a quelli del nord Europa, a partire da Rotterdam, velocizzando trasporti e trasferimenti e riducendo le distanze”.

I vertici della Cpc hanno quindi garantito massima collaborazione al presidente Di Majo, nell’unico interesse della risoluzione dei problemi e dello sviluppo di occupazione, traffici e porto. Una cosa, però, Luciani l’ha voluta ribadire al numero uno di Molo Vespucci, tornando sulla questione della bocciatura dell’Anac per la sua partecipazione al comitato di gestione dell’Adsp. “Non ho voluto presentare ricorso contro questa decisione – ha spiegato – ma la legge va rispettata. E la legge impone che i rappresentanti del board ristretto, così come lo stesso presidente, debbano avere una comprovata esperienza nel settore portuale e della logistica. Se assisteremo invece a nomine che non risponderanno a questa condizione essenziale saremo pronti – ha concluso – ad esposti presso tutti gli organi componenti e a forme di protesta”. 

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