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Sprar: "Parlare di numeri ora è strumentale"

Sprar: "Parlare di numeri ora è strumentale"

Il sindaco Pascucci risponde alla candidata di Patto Civico Margherita Tassitano intervenuta sul tema. «Si potrebbe dare una risposta concreta contro il business dell’ospitalità con progetti mirati di micro-accoglienza, coinvolgendo piccoli nuclei al massimo di otto persone e individuando nel territorio case sfitte per ospitarli; il tutto gestito da cooperative serie»

di TONI MORETTI

CERVETERI – «Sul tema del business dell’accoglienza la  candidata a sindaco Margherita Tassitano fa delle strane allusioni; noi, come sempre, qualora fosse a conoscenza di qualche irregolarità, la invitiamo a rivolgersi alla Procura della Repubblica. È troppo facile lanciare il sasso e poi ritrarre la mano, e non vorremmo che anche ciò fosse fatto in modo meramente strumentale». Tanto afferma e dichiara il sindaco Pascucci che risponde piccato al candidato sindaco di Patto Civico. Pascucci si sofferma nella mancanza di conoscenza del tema della Tassitano facendo alcune sottolineature al fatto che  in più occasioni e in diverse sedi ha sottolineato che il comune di Cerveteri non sarebbe stato in grado di sostenere un piano di accoglienza rapportando il numero degli immigrati da accogliere al numero degli abitanti in quanto non è uguale per tutti i comuni la ripartizione delle risorse a livello nazionale, ma non per questo ha denigrato la possibilità di rifiutare piani di accoglienza. Sottolinea inoltre la disinformazione della candidata Tassitano sull’argomento dichiarando che «il progetto SPRAR dipende dal piano di zona tra Cerveteri e Ladispolin dove già i due comuni gestiscono insieme alcuni progetti del sociale, e che eventualmente venisse presentato se ne parlerà a settembre in quanto non è stato ancora nemmeno abbozzato ed è quindi strumentale addirittura parlare di numeri». Ci tiene a precisare però che con progetti mirati di micro-accoglienza «potremo gestire l’accoglienza – dice – di piccoli nuclei al massino di otto persone, e individuare piccole strutture all’interno del territorio, utilizzando per esempio delle case sfitte, per poter ospitare temporaneamente le persone in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato. In tal modo, se i progetti sono ben costruiti, attentamente seguiti dalle Istituzioni pubbliche e affidati a cooperative serie, riteniamo che si possa dare anche una risposta concreta alla lotta contro il business dell’accoglienza». 
Contesta quindi il pregiudizio che si nasconde dietro la strumentalizzazione di dati inesistenti e modi mai discussi, per rispondere come mera propaganda  per fini meramente elettoralistici alla “pancia” della gente martoriata dalla crisi economica e dal problema globale della sicurezza, riproponendo l’immagine di una Cerveteri civile, solidale e collaborativa con le esigenze dello stato che deve comunque affrontare un problema globale in un contesto economico e politico internazionale e più specificatamente, in questo caso, europeo. 

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