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Maugliani: Per il simbolo non ho ancora deciso"

Maugliani: Per il simbolo non ho ancora deciso"

Il segretario regionale del Pd Melilli dà al provinciale la responsabilità per permetterne l’uso. «La decisione finale nei prossimi giorni valutando eventuali sviluppi politici»

CERVETERI – Chi ha vinto il congresso, alla conferenza stampa di oggi alle 12, in effetti di clamoroso c’è stato soltanto l’annuncio errato o impreciso che il partito va avanti e che manterrà il simbolo. Il segretario provinciale Rocco Maugliani, appena un’ora prima dell’inizio della conferenza stampa ci ha dichiarato: «Si, il segretario regionale Melillo mi ha dato il simbolo per Cerveteri dicendo che sarà responsabilità mia permetterne l’uso. Una decisione finale ed ultimativa la prenderò nei prossimi giorni, valutando eventuali sviluppi politici che dovessero avvenire, in effetti non posso concedere il simbolo perché il segretario regionale non mi ha ancora inviato le deleghe». Si dà quindi per scontata una cosa non ancora avvenuta e si sa che in politica… Nel Partito Democratico, si è comunque fermi ad una spaccatura insanabile tra il gruppo che ha vinto il congresso e che è rappresentato dal cinquanta per cento esatto dei membri eletti nel direttivo, 15, ed il gruppo che lo ha perso, che ne conta altrettanti. La differenza la fa il segretario, Maurizio Falconi, in quota al  primo gruppo, sul quale pesa la forte egemonia di Unidem, associazione culturale e politica resasi a suo tempo protagonista di azioni che hanno visto nell’ordine, prima che avvenisse il congresso, muovere critiche a dirigenti come Nicola Zingaretti, compiere atti di insubordinazione e di discredito nei confronti di Marco Catalini, delegato del segretario provinciale Maugliani e quindi contro lo stesso, e dopo il congresso, con un arbitrario tesseramento di Aldo De Angelis, consigliere comunale ibrido in quanto viveva lo status di dichiararsi aderente al PD ma in realtà non rinunciava di fare parte del gruppo misto in consiglio comunale con la carica di capo gruppo. L’altra componente che fa riferimento all’ex segretario Gnazi, conscia che la democrazia è anche il diritto di manifestare il proprio dissenso usando gli strumenti a disposizione, in questo caso regolamento e statuto e codici vari, decide di rimarcare la propria linea politica, basata sulla trasparenza e sulla inclusione, offrendo l’immagine di un partito aperto nel tentativo di coinvolgere un potenziale elettorato del PD e riconquistarne la sua fiducia, proponendo una linea di condotta, per la quale si era speso il presidente Zingaretti, il segretario regionale Melilli e quello provinciale  Maugliani.  Il partito sarà rappresentato da chi a suo tempo lo tradì sostenuto da chi lo ha oltraggiato con le sue scorribande a destra con chi imbroglia nei congressi, che elegge un segretario rinviato a giudizio in netto contrasto con il suo stesso codice etico, facendo assumere così a tale strumento la funzione atta ad incantare i gonzi, con chi ai banchetti si porta come testimonial condannati da sentenze di primo grado per reati inerenti la corruzione?  

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