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Ambiente: i Sindaci del comprensorio accusano il M5S

Ambiente: i Sindaci del comprensorio accusano il M5S

È una dura lettera di accuse quella che i primi cittadini di Tarquinia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Monte Romano rivolgono all’amministrazione a Cinque Stelle di Civitavecchia accusandoli di "ambientalismo interessato". Scomparsi i livelli di biossido di zolfo dai monitoraggi VIDEO

CIVITAVECCHIA – È una dura lettera di accuse quella che i sindaci di Tarquinia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Monte Romano rivolgono all’amministrazione a Cinque Stelle di Civitavecchia. Accuse che riguardano una tematica tanto cara al Movimento, quella della tutela ambientale, e che invece rischia di trasformarsi in un boomerang. Tanto che Mauro Mazzola, Roberto Bacheca, Luigi Landi, Augusto Battilocchio e Maurizio Testa sono pronti anche a fare appello a Regione Lazio, al Ministero dell’Ambiente ed a tutte le autorità competenti contro quello che definiscono “ambientalismo interessato”. Cosa ha scatenato questa presa di posizione? Il rapporto tra Pincio ed Enel e, in particolare, la volontà del comune di Civitavecchia di uscire dal Consorzio di Gestione dell’Osservatorio Ambientale: decisione che non ha portato benefici, tutt’altro.     

“Sotto la loro guida, il Comune di Civitavecchia ha infatti impiegato solo dodici mesi di gestione della rete di monitoraggio della qualità dell’aria per rimuovere da questo territorio l’inquinamento della centrale a carbone. Rimuovere la sua misura, non certo la sua presenza – hanno evidenziato i cinque sindaci – lo rivela l’ultimo Rapporto sulla qualità dell’aria 2015-2016 recentemente pubblicato sul sito del Consorzio. Un rapporto scarno che risente della mancanza di fondi sottratti dal comune di Civitavecchia, ma dettagliato ed analitico. Un rapporto che conferma il persistere dei rischi per la salute dovuti alle polveri fini ed all’ozono, ma nel 2016 segnala un diminuzione del 90% del biossido di zolfo in tutte le postazioni”.

Il biossido di zolfo, come ricordano proprio i primi cittadini dei comuni del comprensorio, è l’inquinante simbolo della combustione del carbone di cui Tvn è tra le principali sorgenti di emissione in Italia. “Un dato inaffidabile secondo il Consorzio – hanno evidenziato – ma ufficiale perché trasmesso dall’Enel al Ministero dell’Ambiente ed alla Regione Lazio in ottemperanza alla prescrizione formulata nell’autorizzazione all’esercizio della centrale. Un dato nascosto alla popolazione con l’abolizione di qualsiasi forma di informazione e mascherato con l’adozione di iniziative fuorvianti”. Mazzola, Bacheca, Landi, Battilocchio e Testa si chiedono infatti che fine abbiano fatto i tabelloni luminosi che informavano sulla qualità dell’aria, i Rapporti annuali ed i convegni che l’Osservatorio locale organizzava, che obiettivo abbiano le campagne sulla desolforazione dei carburanti delle navi, periodicamente annunciate dal consigliere Menditto, se poi il biossido di zolfo che da essi deriva risulta essere scomparso da quest’area.  

“Fumo negli occhi – hanno commentato i Sindaci – come quello di delegare la diffusione dell’informazione all’Osservatorio Regionale, un organo che esiste solo sulla carta e da oltre tre anni non si riunisce. Uno schema preciso quindi: il Comune gestisce la rete ma non sa leggere i dati, l’Osservatorio Regionale gestisce l’informazione ma non si riunisce, l’Enel comunica alle autorità che la centrale non contribuisce più all’inquinamento, visto che il suo inquinante caratteristico è ora praticamente assente dal territorio. Con il biossido di zolfo è però sparito da quest’area – hanno ricordato – anche il milione di euro e con esso alcuni posti di lavoro, che ogni anno viene versato dall’Enel per il monitoraggio dell’inquinamento dell’aria dovuto alla centrale. È troppo chiedere come è stato speso, se la manutenzione della rete negli anni precedenti costava solo trecentomila euro? Ma non è tutto. A fine 2015 il Comune di Civitavecchia ha deciso di riprendere la gestione della rete di monitoraggio e contestualmente ha firmato una convenzione con l’Enel che ha portato nelle casse comunali oltre dieci milioni di euro, salvandolo dal default provocato dalla fallimentare gestione a cinque stelle. È irragionevole chiedersi – hanno aggiunto – se la cancellazione dell’inquinamento della centrale ha qualche collegamento con questa improvvisa generosità dell’Enel? Come sindaci del territorio non accettiamo di subire in silenzio l’ambientalismo interessato dei cinque stelle e chiederemo alla Regione Lazio, al Ministero dell’Ambiente ed a tutte le autorità competenti se ritengano che nel 2016 la prescrizione del decreto Via sia stata rispettata dall’Enel, considerato che i risultati del monitoraggio non sono validi poiché la rete, essendo stata in funzione per soli nove mesi, non ha rispettato la copertura temporale prevista dalla legge, le stazioni di monitoraggio di Tarquinia e Santa Marinella sono state spente ed i dati pubblicati dall’Arpa sul proprio sito sono così carenti da far supporre che non siano stati validati”.

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